La Commissione Europea è pronta ad autorizzare l’erogazione di aiuti di Stato per finanziare la produzione di semiconduttori in Europa. Lo ha detto oggi la vicepresidente e commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, in audizione al Parlamento Europeo. “L’economia europea – ha affermato – ha bisogno di una fornitura sicura di semiconduttori“, la cui carenza, a causa della pesante dipendenza dell’Europa dai fornitori asiatici, sta frenando la produzione di importanti settori industriali, a partire dal settore auto. “Oggi – ha proseguito la commissaria – siamo dipendenti da un numero limitato di compagnie e di geografie. E siamo vulnerabili alle limitazioni all’export da parte di Paesi terzi e ad altri intralci, in un contesto geopolitico. Considerando questi fattori, la Commissione potrebbe valutare l’approvazione di sostegni pubblici per coprire possibili carenze di fondi nell’ecosistema dei semiconduttori, per installare stabilimenti in Europa” per la produzione in house di microchip. Questi aiuti, ha spiegato Vestager, verranno vagliati in base alle regole dei trattati Ue e quindi dovranno essere appropriati e proporzionati, facendo in modo che i danni alla concorrenza siano minimizzati.

Più in generale la Commissione Ue annuncerà oggi una proroga al 30 giungo 2022 del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato che, per il contrasto alla crisi pandemica, permette una serie di esenzioni alle regole dell’Antitrust europeo. Bruxelles , inoltre, ha deciso di introdurre due nuove misure per creare incentivi diretti agli investimenti privati e misure di sostegno alla solvibilità. Si tratta del sesto intervento della Commissione per introdurre deroghe ai suoi regolamenti “Per contribuire alla risposta dell’Europa alla crisi del coronavirus e sostenere la ripresa europea”. L’Esecutivo Ue ha precisato che sta attualmente procedendo a una revisione degli strumenti della politica di concorrenza per garantire che tutti gli strumenti di concorrenza (concentrazioni, antitrust e controllo degli aiuti di Stato) rimangano idonei allo scopo e integrino gli strumenti esistenti.

Quasi la metà dei semiconduttori utilizzati nel mondo vengono fabbricati a Taiwan dal colosso Tsmc che rifornisce anche aziende come Apple. In generale insieme alla Corea del Sud (dove ha sede Samsung) e Giappone (specializzato nelle memorie), l’Estremo Oriente fa la parte del leone in questo tipo di manifattura. La quota di mercato di Stati Uniti ed Europa è andata declinando nel corso degli anni anche per effetto di un modello di produzione che si sviluppa su filiere internazionali. La progettazione e il design sono prerogativa di alcuni paesi, tra cui Giappone, Usa e Olanda, la fabbricazione materiale avviene per lo più a Taiwan e Sud Corea, il montaggio sulle varie apparecchiature in Cina. L’obiettivo di rendersi totalmente autosufficienti richiede tempi lunghi e ingenti investimenti. Tuttavia sia Stati Uniti che Europa stanno cercando di recuperare almeno un po’ del terreno perduto. Il Pnrr italiano stanzia 750 milioni di euro da investire nella “Etna valley” dove hanno sede gli stabilimenti di St, gruppo italo francese dei microchip partecipato anche dal Tesoro italiano. Mario Draghi ha annunciato ulteriori stanziamenti per il settore da 700 milioni. Sono cifre significative che però impallidiscono rispetto a quanto messo in campo da altre nazioni. La Cina ha da poco stanziato 35 miliardi di dollari, la Corea del Sud lavora ad un piano decennale da 450 miliardi di dollari.

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