Il colosso farmaceutico statunitense Pfizer ha accettato di condividere la licenza per la produzione del suo nuovo farmaco sperimentale anti Covid. Una scelta che potrebbe consentire di produrre la pillola in tutto il mondo dando la possibilità di accedere al farmaco ad oltre la metà della popolazione globale. Pfizer ha anche affermato che offrirà il farmaco a prezzi differente in base al potere di acquisto dei singoli paesi e che il per i paesi più poveri il prezzo sarà uguale al costo di produzione, dunque senza profitti per la casa farmaceutica. “I trattamenti antivirali orali possono svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre la gravità delle infezioni da Covid19, diminuendo la pressione sui sistemi sanitari e salvando vite”, ha scritto in una nota l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla. Il governo statunitense ha annunciato oggi che acquisterà 10 milioni di dosi del farmaco.

Più che una scelta dettata da considerazioni umanitarie sembra tuttavia piuttosto un “do ut des”. Semplificando l’accesso al medicinale la casa farmaceutica avrà meno problemi a respingere le richieste di liberalizzazione del brevetto sul vaccino avanzate da numerosi paesi poveri. Il vaccino anti Covid si sta rivelando una vera e propria gallina dalle uova d’oro con stime di ricavi che vengano continuamente riviste al rialzo mentre le fiale Pfizer continuano a conquistare quote di mercato. Secondo una stima di Oxfam, Pfizer e BioNtech (la società di biotecnologie tedesca con cui è stato sviluppato il vaccino) guadagnano circa mille dollari al secondo grazie alle fiale. Tuttavia la copertura vaccinale nei paesi più poveri rimane al di sotto del 2% della popolazione. Gli esperti sottolineano come sarebbe preferibile facilitare l’accesso al vaccino , anche perché in molti paesi effettuare i test è difficile, complicando la possibilità di diagnosticare il contagio in tempi utili per l’assunzione della pillola.

Il farmaco Pfizer, chiamato paxlovid, sembrerebbe ridurre di quasi il 90% le probabilità di ricovero e di decesso da Covid se viene somministrato entro tre giorni dall’insorgenza dei sintomi. La pillola è ancora in fase di verifica e approvazione. Un farmaco simile è stato prodotto dalla concorrente Merck che ha sua volta accettato di condividere la licenza per il medicinale sviluppato con Ridgeback Biotherapeutics. L’accordo siglato da Pfizer con Medicine Patent Pool è valido finché dura la situazione di emergenza. Pochi giorni fa Astrazeneca ha annunciato che smetterà di vendere vaccini al prezzo di costo poiché non si configura più una situazione di “pandemia” ma si è passati alla “fase endemica” del virus.

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