L’Europa ha di nuovo paura della pandemia. E per contenere una nuova impennata di contagi e decessi, un ritorno a restrizioni dure non è più considerato un tabù nemmeno dal suo Paese più popoloso e centrale, la Germania. A Berlino studiano le soluzioni che sono già state adottate in Austria, dove sono scattate le prime restrizioni per i non vaccinati e a breve si arriverà al lockdown per i no vax. Oppure in Olanda, dove tornerà il coprifuoco. L’Italia, dopo essere stata apripista nell’introduzione del green pass e in particolare nella sua estensione ai luoghi di lavoro, è ancora tra i pochissimi Paesi a “bassa preoccupazione”, secondo l’Ecdc. Ma anche Roma si deve preparare ad affrontare la quarta ondata e il governo sta valutando come aggiustare in corsa i provvedimenti anche se Palazzo Chigi sottolinea che non sono ad oggi allo studio del governo nuove misure e che a dicembre si farà una valutazione sui dati. Intanto però, nei Paesi dove ad oggi il virus corre più veloce, le restrizioni sono già diventate più rigide. La pandemia, d’altronde, ha insegnato che rincorrere è molto peggio che prevenire.

Il provvedimento che impone il lockdown alle persone non vaccinate sta acquisendo consenso in Austria, dove la maggioranza dei governi regionali si sta schierando a sostegno della misura. Sabato pomeriggio è fissato un vertice tra il cancelliere Alexander Schallenberg, il ministro della Salute Wolfgang Mueckstein e i leader dei 9 stati federati per stabilire le regole del provvedimento, che verrebbe poi approvato dal Parlamento in serata. L’accelerazione arriva mentre il Paese ha fatto registrare altri 13mila contagi nelle ultime 24 ore, con un’incidenza settimanale di nuovi casi ogni 100mila abitanti salita a 814,6. Nei giorni scorsi erano già state irrigidite le misure restrittive, con il divieto di accesso a gran parte dei luoghi pubblici per le persone non ancora vaccinate. L’ulteriore giro di vite potrebbe scattare già lunedì, come a Salisburgo ed Alta Austria, le prime regioni a partire. I non vaccinati potranno uscire di casa solo per il lavoro, acquisti di prima necessità e per fare due passi.

Chiudere in casa i no vax è una scelta indubbiamente non facile per le autorità (l’Ue stessa ha ribadito che tali decisioni spettano ai singoli Stati), ma dà il senso di quanto sia alto il rischio in tutta l’Europa che vengano vanificati gli sforzi condotti in questi due anni di emergenza sanitaria. In Austria la percentuale degli immunizzati è inferiore rispetto alla media dei Paesi virtuosi (circa il 64% della popolazione), ma l’allarme arriva anche dalla Germania, che invece ha un tasso di vaccinazione più alto (67% della popolazione con due dosi), seppure inferiore all’Italia (72%). “La situazione è seria e vi chiedo di prenderla sul serio”, è l’appello ai tedeschi del ministro della salute Jens Spahn. Alcuni Länder tedeschi hanno già introdotto la regola 2G, ovvero la chiusura della maggior parte dei luoghi pubblici (bar, ristoranti, cinema, stadi, ecc) a chi non è vaccinato o guarito. In Baviera oltre ai divieti per i non vaccinati è scattato da martedì scorso anche l’obbligo di green pass per lavorare. Sempre il governo bavarese ha anche sospeso molti mercatini di Natale. La coalizione che sta portando avanti le trattative per la formazione del nuovo governo (Spd. Verdi e Liberali) penso però perfino a una regola 2G plus: luoghi pubblici aperti solo a vaccinati e guariti, che però devono comunque fare un tampone. Senza provvedimenti, ha avvertito intanto Spahn, “l’incidenza raddoppierà ogni due settimane“.

Lo sanno bene in Belgio, dove in appena 7 giorni i contagi sono schizzati del 42% (+20% dei ricoveri). Infatti la vicina Olanda ha deciso di rispondere in modo drastico al nuovo picco di contagi e all’aumento di ricoveri registrato questa settimana. Torna un lockdown parziale di tre settimane. Tra le misure messe in campo la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Il provvedimento, annunciato dal premier Mark Rutte, è significativo, perché si tratta del primo Paese europeo a tornare a restrizioni così dure dopo mesi di relativa libertà di movimento. Ma il “virus è ovunque”, ha avvertito. Intanto anche la Norvegia, proprio per evitare un ritorno al lockdown, ha appena deciso di reintrodurre il pass per eventi, luoghi pubblici e locali notturni. Inoltre, il governo di Oslo accelera anche sulla terza dose e la offrirà fin da subito a tutti i maggiori di 18 anni.

Due mesi dopo aver sollevato tutte le restrizioni, anche la Danimarca è tornata a imporre il green pass per frenare i contagi. A partire da venerdì il passaporto verde è nuovamente necessario per entrare in bar, ristoranti e discoteche, ma anche per partecipare a grandi eventi. Il governo danese aveva sollevato tutte le restrizioni contro il covid, compreso l’obbligo di mascherina, il 10 settembre, confidando sull’alto tasso di vaccinazione e la bassa circolazione del virus. Ma a metà ottobre i casi hanno ripreso a risalire e negli ultimi giorni il bollettino giornaliero ha superato il record di contagi dell’anno scorso. L’annuncio del ritorno al Green pass ha intanto fatto salire il numero dei nuovi vaccinati. La Croazia invece lo ha reso obbligatorio solo negli enti pubblici.

Per ora, lo hanno ribadito venerdì all’Ansa fonti dell’esecutivo, a Palazzo Chigi sono convinti che il ‘sistema Italia‘ stia tenendo, anche grazie a scelte più rigide rispetto ad altri Paesi europei. Le altre cancelliere continentali però stanno correndo ai ripari e alcune hanno deciso per interventi ancora più duri. Il governo per ora ha escluso che ci saranno lockdown per i non vaccinati sulla scia di quanto succede a Vienna e non solo. Ma un’altra stretta potrebbe arrivare, specialmente prima del periodo cruciale delle vacanze di Natale, quando sul tavolo dell’esecutivo arriverà anche la proroga dello stato d’emergenza. Per ora, nonostante gli ultimi dati dell’Iss sul calo dell’efficacia vaccinale dopo i 6 mesi, non si valuta una riduzione della durata del green pass per chi ha le due dosi. Secondo il Messaggero, però, il governo pensa a un modello simile al 2G tedesco: al ristorante, al cinema o allo stadio si andrà solo se vaccinati o guariti, mentre sul luogo di lavoro sarà sufficiente anche il tampone.

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