Procurava certificati vaccinali a persone no vax che in realtà non si erano mai immunizzate. Questa l’accusa in forza della quale un medico di base 64enne – che lavora a Ravenna ed è convenzionato con l’Ausl Romagna – è stato arrestato dalle forze dell’ordine nell’ambito di un’inchiesta sui green pass falsi in cui risulta coinvolto, tra gli altri, anche un poliziotto. Il dottore, ora rinchiuso in carcere, sarà chiamato a rispondere di peculato, falso ideologico e corruzione.

Secondo le verifiche della polizia, il sanitario aveva ritirato a inizio ottobre 15 flaconi di vaccino Pfizer per un totale di circa 90 dosi: di queste, sempre stando agli investigatori, il medico ne ha effettivamente inoculate solo 75 mentre 13 sono state manipolate allo scopo di simulare altrettante iniezioni in realtà mai avvenute. A quel punto – sostengono i magistrati – il dottore ha usato un’apposita applicazione per aggiornare i dati clinici delle persone interessate e così ha indotto il ministero della Salute a rilasciare loro il green pass.

L’indagine era stata avviata dalla procura di Belluno dopo che un padre No Vax residente nella provincia veneta aveva portato la figlia dal dottore proprio per aggirare la vaccinazione: gli esami clinici richiesti dagli inquirenti sulla giovane hanno accertato che la ragazza non aveva sviluppato alcun anticorpo e a quel punto l’inchiesta si è allargata. Tanto che la stessa situazione è stata poi riscontrata anche in altri pazienti apparentemente vaccinati. Alla fine sono state 79 le presunte certificazioni contraffatte individuate e sequestrate. Nell’indagine risultano coinvolte a vario titolo altre persone tra cui un poliziotto.

Non si tratta del primo caso di questo tipo che ha per protagonisti dei sanitari. A inizio novembre la procura di Roma ha scoperto un giro di green pass falsi messo in piedi da un medico di base insieme ad un odontoiatra in zona Colli Albani. Gli inquirenti hanno sequestrato nove certificazioni, tra cui anche quella intestata all’81enne attore comico Pippo Franco. Ma per chi indaga, tra i pazienti dei medici ad aver sfruttato questa pratica rientrano anche sportivi, imprenditori, manager ed esponenti dell’alta società, tra cui un ex magistrato.

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