Nel 2020 il numero di lavoratori dipendenti nelle aziende private di industria e servizio si è attestato a 12.589.901 con un calo di oltre 756mila unità (-5,7%) rispetto al 2019 . E’ quanto emerge dall’Osservatorio Inps sui lavoratori dipendenti. “Dal confronto mensile 2019-2020 del numero di lavoratori – si legge – emergono molto evidenti gli effetti della pandemia da Covid-19″. Nel 2020 il numero di lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno è stato di 15.581.083 con una retribuzione lorda annua di 20.658 euro e una media di 223 giornate retribuite.

Le retribuzioni sono tuttavia molto differenziate in relazione a genere e fasce si età. Lo stipendio aumenta al crescere dell’età ed è costantemente più alto per gli uomini (23.859 euro contro 16.285 euro per le donne). In pratica le donne in media hanno avuto retribuzioni del 31,2% inferiori a quelle degli uomini sebbene il dato risenta anche del numero medio di giornate nell’anno più basso (230 per gli uomini e 214 per le donne).

Quarantamila le aziende private che nell’anno della pandemia hanno chiuso i battenti. Il numero complessivo si attesta ora 1.614.243 con un calo del 2,33% sul 2019. Nel 2020 la somma totale dei contributi è stata di circa 126 miliardi di euro, con un calo dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Le regioni più colpite dalle chiusure sono state Molise (- 4,2%), Liguria (- 4%), Toscana (- 3,7%). Hanno retto meglio delle altre la Sicilia (- 0,3%), la Calabria (- 0,4%) e la Campania (- 1,3%). Le imprese che hanno fino a 15 addetti rappresentano la quasi totalità (93,29%), nel 78% dei casi si tratta di aziende con al massimo 5 dipendenti.

I lavoratori dipendenti del settore privato agricolo sono invece scesi da da 1.056.984 del 2019 a 1.049.336 (- 0,7%) mentre il numero di aziende del settore primario è sceso di oltre mille unità (da 184.303 a 183.057). L’Abruzzo è la regione in cui hanno chiuso più aziende agricole (- 3%), sono invece aumentate in Friuli Venezia Giulia (+ 1,7%) e Sardegna (+ 2%).

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