Il caso Dazn finisce sul tavolo del Mise. I vertici della società di streaming che detiene i diritti tv della Serie A sono stati convocati dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti per un confronto sulle indiscrezioni del giorno prima secondo cui l’azienda vorrebbe rendere impossibile la visione dei contenuti in abbonamento da dispositivi diversi. Un incontro in programma per il prossimo 16 novembre che, a detta dello stesso Giorgetti, servirà per fare chiarezza a tutela dei consumatori.

Il 9 novembre è stato il Sole24Ore a diffondere la notizia che la società di streaming assegnataria dei diritti tv del campionato di calcio italiano per il triennio 2021-2024 avrebbe deciso di eliminare la facoltà per gli utenti di vedere le partite in contemporanea da due apparecchi differenti. Secondo il quotidiano di Confindustria, al momento non smentito, la mossa sarebbe giustificata dalla necessità di combattere la pirateria. Non l’hanno pensata così, però, i clienti del gruppo e le associazioni pro-consumatori che leggono la mossa come un mero tentativo di rimpolpare i ricavi aziendali obbligando chi condivide l’abbonamento con un amico a sottoscriverne uno proprio. Una ricostruzione resa credibile proprio dai numeri della piattaforma: con solo 1,2 milioni di abbonamenti al costo di 20 euro mensili la compagnia non sembrerebbe minimamente in grado di rientrare degli 840 milioni di euro pagati alla Lega Serie A.

Quello della “concurrency“, come viene chiamato nel gergo delle piattaforme Over-The-Top il diritto a utilizzare il servizio su più dispositivi registrati (due nel caso di specie), è uno degli aspetti più apprezzati dai clienti della piattaforma, per il resto al centro di molte polemiche per i disservizi nella trasmissione.

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