“Vorrei vivere in un paese dove tenersi per mano non è un gesto politico ma normale”. Al teatro Elfo Puccini di Milano, il deputato Pd Alessandro Zan è tornato a parlare dell’affossamento in Senato del ddl contro l’omotransfobia. “È stato molto doloroso vedere quella scena per noi tutti, come comunità abbiamo pianto, io ho pianto” spiega la prima consigliera transgender di Milano, Monica Romano, pensando alle conseguenze che quella bocciatura potrebbe avere sulla vita delle persone. “Mentre i senatori applaudivano, la gente continua a venire discriminata” attacca Zan puntando il dito contro il partito di Renzi. “In settimana ha presentato insieme al Pd un testo di legge che vieta pubblicità sessiste e discriminatorie in strada. Allora mi chiedo: come mai l’identità di genere va bene per la cartellonistica ma non per il ddl Zan?”. E quando gli si domanda se c’è da fidarsi del partito di Renzi risponde così: “Dico spesso a Italia Viva di fare attenzione perché stanno andando con chi i diritti non li vuole e non li ha mai voluti come la Lega”. La fiducia verso Italia Viva “passa attraverso verifiche pratiche” anche per il sindaco di Milano Giuseppe Sala che candida la sua città a sede degli “stati generali” per tutti quelli che “hanno l’ambizione di voler far approvare la legge”.

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