Irregolarità nei bilanci dal 2016 al 2019. È questa la pesante accusa nei confronti del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e 23 fra ex assessori, dirigenti, revisori e capi area, indagati per falso nei bilanci comunali. È quanto si legge nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dai sostituti procuratori Andrea Fusco, Giulia Beux e dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, notificato nella serata di mercoledì 20 ottobre agli indagati.

Sono diversi gli ambiti delle contestazioni mosse all’amministrazione, dall’ufficio del condono edilizio a quello dei tributi, dalle risorse patrimoniali alle politiche abitative, come scrive l’edizione locale di Repubblica. Così hanno scritto i magistrati: “I pubblici ufficiali sottoscrivevano e inviavano all’ufficio Ragioneria generale delle schede di previsione di entrate sovrastimate (tenuto conto dei dati – a loro noti – degli effettivi accertamenti delle entrate nelle annualità precedenti) così inducendo in errore il consiglio comunale di Palermo sulla verità dell’atto, determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione”.

Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla procura di Palermo, hanno passato al setaccio i conti del Comune, adesso sull’orlo del deficit. Uno dei capitoli contestati dall’indagine riguarda i bilanci di previsione, un altro i rendiconti di gestione. A Orlando viene contestata anche una direttiva del 18 giugno 2018 “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso…esposto dati falsi ed in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali”. Il riferimento è ai debiti del Comune verso l’Amat (la società che gestisce il trasporto pubblico in città ndr): sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197 mila euro, per l’anno 2016, a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa pari a 8 milioni 890 mila euro“.

Non sarebbero vere, in base alle risultanze delle indagini della Guardia di finanza, neppure alcune certificazioni di bilancio: a fronte, ad esempio, di un saldo finale tra entrate e spese per l’anno 2016 indicato in +55 milioni di euro, vi sarebbe stato un saldo reale negativo per meno 35 milioni di euro, “celando il mancato rispetto del pareggio di bilancio da parte del Comune”. Un altro esempio? I proventi dalle multe per violazione del codice della strada erano stati nel 2015 di 65.236.501 euro, eppure nella previsione di bilancio per il 2016 erano stati inseriti per questa voce 85 milioni, le entrate effettive però per quell’anno furono di 65 milioni di euro, 20 in meno del previsto, nel 2018 per questa voce erano previste entrate per 83 milioni, ma effettivamente entrarono poco più di 13 milioni: una differenza di 70 milioni. E sono diverse le voci annoverate nell’avviso di conclusione delle indagini in cui le previsioni delle entrate superano di diversi milioni le entrate poi effettivamente avute per il 2016. Per il 2017 addirittura una previsione di entrata riguardava la rottamazione di cartelle già eliminate dai residui attivi del bilancio, ma inserite lo stesso per una somma di più di 17 milioni di euro. Mentre venivano sottostimati i costi, nonostante le cifre fossero fissate da contratti, come nel caso del contratto con la Rap, sottoscritto per 124.734.063 (114.559.517 più iva 11.339.460) mentre veniva in bilancio inserito per 111.103.922 euro.

Nel rendiconto del 2016 “si attestava falsamente un saldo finale tra entrate e spese pari a +60.458.529 (peraltro maggiore di quello già comunicato al Mef, in data 30/03/2017) a fornte di un saldo reale negativo di almeno -35.213.000 celando il mancato ripsetto del pareggio di bilancio da perte del Comun di Palermo. Per il 2017, invece, attestavano “falsamente un disavanxo di euro -353.784.269,02 (a fronte di un disavanzo effettivo di almeno euro –395.139.153,85)”. Va di poco meglio nel 2018, quando il disavanzo attestato risulta “di euro -340.580.603,86 (a fronte di un disavanzo effettivo di almeno euro -343.584.966,75)”. I debiti della Rap erano invece calcolati in 7.636.413,00 per l’anno 2016, “a fronte di debiti reali che ammontavano a 19.097.143,00”.

L’indagine arriva proprio quando il sindaco sta per completare l’ultimo anno del suo ultimo mandato. “Ho avuto comunicazione dell’avviso di un’indagine, esaminerò gli atti depositati dalla Procura della Repubblica e per fare massima chiarezza attendo di essere ascoltato dai magistrati titolari delle indagini sul merito e sulle competenze in una materia, peraltro, particolarmente tecnica”, commenta Orlando. Lo scorso 16 settembre, il Consiglio comunale aveva approvato l’iter di pre dissesto dell’ente dopo che a chiusura del bilancio era emerso un buco di 80 milioni di euro. A breve è, infatti, prevista la presentazione di un piano di tagli che inevitabilmente inciderà sui servizi.

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