La Regione Liguria si costituirà parte civile nel procedimento penale per il disastro del ponte Morandi. Lo ha stabilito il presidente della giunta, Giovanni Toti, con un decreto datato 7 ottobre e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente. “Rilevato che il crollo ha costituito evento di estrema gravità sia per le drammatiche conseguenze in termini di perdita di vite umane che per i rilevanti danni che ne sono derivati a carico della comunità e del territorio ligure”, si legge nelle premesse dell’atto, “si ritiene opportuna la partecipazione di Regione Liguria al giudizio penale in qualità di parte civile al fine di conseguire il risarcimento, nei confronti dei responsabili, di tutti i danni cagionati all’Ente dal tragico evento”. Lo scorso 28 settembre anche il Comune di Genova, tramite l’assessora agli Affari legali, aveva fatto lo stesso annuncio (nonostante il sindaco Bucci, in passato, non avesse escluso di poter accettare un “risarcimento congruo” da Autostrade in sede extragiudiziale). Toti ha decretato l’affidamento dell’incarico di rappresentanza della Regione a una professionista esterna, l’avvocatessa Alessandra Mereu del foro di Genova, in ragione della “complessità del procedimento”.

La decisione di costituirsi in giudizio arriva in extremisla prima udienza preliminare è fissata a venerdì 15 ottobre – dopo che da mesi la giunta aveva rifiutato di prendere impegni precisi in tal senso. Il governatore aveva sempre ribadito che l’eventuale scelta di entrare nel processo sarebbe arrivata solo all’inizio del dibattimento, cioè – presumibilmente – non prima del 2022, rinunciando così a far valere le proprie pretese nei confronti degli imputati che dovessero optare per riti alternativi (come il giudizio abbreviato). “Dopo aver faticosamente ottenuto che il sindaco di Genova si costituisse parte civile entro il termine dell’udienza preliminare, ora anche Regione Liguria segue la stessa strada. Era ora!”, esulta il capogruppo M5s in Consiglio regionale, Fabio Tosi. “Dunque, nonostante la maggioranza avesse sbandierato che c’era tempo, che saremmo potuti arrivare tranquillamente alla prossima primavera, avevamo ragione noi e il decreto lo dimostra: costituirsi parte civile entro la prima udienza preliminare era ed è fondamentale per non rinunciare ai propri diritti, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per rivalersi nei confronti di tutti i responsabili di quell’immane tragedia”.

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