Dieci punti percentuali tra una rilevazione è l’altra. E’ veramente molto ampia la forbice che separa le percentuali accreditate dai sondaggi a Virginia Raggi. A due settimane dalle elezioni, l’impressione è che gli istituti di ricerca abbiano difficoltà a “pesare” il sostegno della sindaca. Un esempio? Ipsos sul Corriere della Sera attribuisce il terzo posto alla prima cittadina con il 15,5%, seguita da Carlo Calenda con il 14%. Posizioni invertite per il sondaggio di Swg sul Messaggero che vede il candidato di Azione al terzo posto con una forchetta tra il 18 e il 22%, mentre accredita all’esponente di M5s una percentuale che oscilla tra il 15 e il 19%. Ancora diversa la rilevazione di Index per Piazzapulita su La7: Raggi è data terza, ma con una forbice compresa tra il 21 e il 25%, e quindi ben dieci punti in più rispetto a quanto le riconosce il sondaggio del Corriere. Una discrepanza legata soprattutto ai voti delle liste: se per Ipsos le tre sigle a sostegno della Raggi prenderanno il 14,3% (M5s 10,9, e 3,4 le due civiche), per Index arrivano al 21,5 (M5s 14 e addirittura 7,5 le civiche). In mezzo si piazza Swg che “pesa” la sindaca al 16,5% (M5s 12,2% e 4,3% le civiche). Una variazione che deve tenere conto del fatto che a due settimane dalle elezioni a Roma almeno un cittadino su quattro non ha scelto per chi votare. Per Swg gli indecisi sono il 19%, per Ipsos il 32,8%, per Index addirittura il 47%.

Per il resto le altre rilevazioni sono più o meno in linea e indicano Enrico Michetti avanti e Roberto Gualtieri dietro. Poi al ballottaggio i rapporti di forza s’invertono col candidato del centrosinistra in vantaggio su quello del centrodestra di tre punti percentuali. A due settimane dalle elezioni è questo il quadro nella corsa a sindaco di Roma, dove comunque almeno un cittadino su quattro non ha scelto per chi votare. A fotografarlo sono due sondaggi: quello di Swg per il Messaggero e quello di Ipsos per il Corriere della Sera. Il 3 e 4 ottobre si candidano a fare il primo cittadino della Capitale ben 22 candidati. I due sondaggi, chiaramente, fanno il punto sulle candidature principali. Il Corriere della Sera attribuisce il terzo posto alla sindaca uscente, Virginia Raggi con il 15,5%, seguita da Carlo Calenda con il 14%. Posizioni invertite per il sondaggio del Messaggero che vede il candidato di Azione al terzo posto con una forchetta tra il 18 e il 22%, mentre accredita all’esponente di M5s una percentuale che oscilla tra il 15 e il 19%.

Per Swg, invece, Ipsos vede un consenso con un range 29-33% mentre Gualtieri è al 26-30%. Ipsos accredita il candidato di centrodestra al 36% e quello che potrebbe essere il suo sfidante al ballottaggio al 28,5%. Index dà a Michetti una forbice tra il 29 e 33%, con Gualtieri che si ferma al 25. Tutti i tre sondaggi danno l’ex ministro dell’Economia di Giuseppe Conte in pole per il successivo ballottaggio del 17-18 ottobre. Secondo Swg Gualtieri vincerebbe per 58 a 42, forte dell’arrivo di una quota dei voti andati ai Calenda e a Raggi in prima battuta. L’esponente dem vincerebbe anche per la rilevazione dell’istituto di Nando Pagnoncelli, ma con una percentuale minore: 53 a 47. Anche per Index vittoria netta, con dieci punti di vantaggio. In più il sondaggio di Piazzapulita mostra come Michetti perderebbe anche con Calenda, mentre uscirebbe vincitore in un confronto con Raggi.

Il centrodestra si sarebbe aspettato – ma questi sono sondaggi, poi bisognerà contare i voti reali – uno stacco maggiore alla fine del primo turno tra Michetti e Gualtieri, calcolando la forza dei partiti della coalizione a Roma. E invece per Swg Michetti prende meno voti rispetto a quelli delle liste a lui collegate (queste al 34,5, lui come candidato sindaco non più del 33). La partita naturalmente è aperta. E intanto va registrato che, rispetto a un altro sondaggio Swg, di una settimana fa, Michetti e Calenda stavano un punto sopra rispetto ai dati di questa nuova fotografia, mentre Gualtieri stava un punto sotto e quindi avrebbe guadagnato un punto in una settimana. Come dire: a 14 giorni dal voto è ancora tutto aperto.

Riguardo alle preferenze di lista Ipsos accredita il Pd del 22,8%, FdI si attesta al 18,2%, la Lega al 14%, i 5 stelle al 10,9% e Forza Italia-Udc al 4,8%. Confrontando i voti attribuiti alle coalizioni con quelli stimati per i candidati si osserva che Michetti e Gualtieri otterrebbero meno voti rispetto alle coalizioni che li sostengono. La distanza è di circa tre punti: le liste del centrodestra sono date al 39,4% (con Michetti al 36), quelle del centrosinistra al 31,6 (con Gualtieri al 28,5). Invece Raggi e Calenda sono accreditati di un risultato superiore a quello della lista: la sindaca prenderebbe un punto in più (M5s più le due civiche si fermano al 14,3%), l’ex ministro di Matteo Renzi addirittura il 4% in più rispetto alla sua unica lista che si ferma al 10. La stessa cosa si verificherà per Swg che dà alla sindaca quattro voti in più delle liste che la sostengono.

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