La Regione Lombardia ha approvato una proposta di legge da sottoporre al Parlamento che modifica la legislazione attuale sui monopattini elettrici. I dati Areu – agenzia regionale emergenza urgenza – sono stati la spinta decisiva: circa un incidente al giorno, con 659 richieste di soccorso nella sola Milano da giugno 2020. Il testo prima di essere trasmesso alle camere dovrà essere ratificato dal Consiglio regionale. Tre i punti principali. Prima di tutto la limitazione di conduzione del veicolo a chi ha compiuto i 18 anni di età, mentre ora lo può guidare chi ha compiuto 14 anni. Poi l’obbligo generalizzato di stipulazione della polizza per responsabilità civile verso terzi: oggi la copertura assicurativa è richiesta solo per i monopattini a noleggio. Infine, il casco. Obbligatorio per tutti e non più solo per i minorenni. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala spera in una “regolamentazione unica da codice della strada valevole per tutta Italia” per evitare differenze fra le singole regioni. Il candidato di centrodestra Luca Bernardo è d’accordo sulla necessità di regolamentare i mezzi ma non condivide il divieto ai minorenni: propone di dotarli invece di un patentino apposito. È d’accordo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Penso che questo sia un primo passo la nostra proposta di legge andrà in Consiglio regionale, si ascolteranno tutte le valutazioni e poi prenderemo una decisione definitiva. Sul merito nel parleremo con calma in aula”. Da ricordare che da gennaio 2020 i monopattini sono equiparati ai velocipedi: cioè veicoli funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare (bicilette) e non ai ciclomotori, che, come si legge sul sito Aci (Automobile club d’Italia) sono veicoli con un motore di cilindrata non superiore a 50 cm e hanno la capacità di sviluppare su strada orizzontale una velocità fino a 45 km/h.

IN PARLAMENTO – Ad oggi sono quattro, due alla Camera e due al Senato, le proposte di legge presentate in Parlamento in materia di sicurezza e di circolazione stradale dei monopattini. Solo per una di queste è in corso l’esame parlamentare in commissione a Montecitorio: si tratta del testo presentato da Roberto Rosso di Forza Italia, su cui fino allo scorso 4 agosto alla Camera è stato tenuto un ciclo di audizioni di esperti della materia. Il testo prevede che i dispositivi in grado di sviluppare velocità superiori a 20 km/h debbano essere dotati di regolatore di velocità non superiore a 6 km/h nelle aree pedonali e non oltre 20 km/h in generale. La proposta di legge limita l’uso del mezzo solo a chi ha 18 anni ed indossi un idoneo casco protettivo ed il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. Si punta, inoltre, ad introdurre l’obbligo di procedere su un’unica fila e a non essere affiancati, il divieto di trasportare altre persone, oggetti o animali, di trainare veicoli, di condurre animali e di farsi trainare da un altro veicolo e l’obbligo di condurre a mano i monopattini da mezz’ora dopo il tramonto nelle strade urbane con un limite di velocità di 30 chilometri orari (km/h).

GESTORI – I gestori che offrono il servizio sharing assicurano che è il livello di sicurezza è già alto. “Grazie alle centrali di gestione da remoto siamo in grado di limitare la velocità a 25 km/h come previsto dalla legge e non è possibile manomettere tale sistema perché manderebbe in blocco i mezzi, che sottolineo sono tutti assicurati”, afferma Matteo Tanzilli, presidente di Assosharing. È inoltre, allo studio una regolamentazione che potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. “Si tratta di linee guida spiega Tanzilli “definite dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili in sinergia con gli operatori del settore e l’Anci”. Anche la Confarca, confederazione italiana che rappresenta oltre 2.500 scuole guida sul territorio nazionale, chiede “regole precise. Deve essere introdotto “un attestato per l’abilitazione, una sorta di patentino che sarà conseguito anche dai minorenni dopo 4 ore di formazione”.

SESTO SAN GIOVANNI – Sul terzo aspetto della proposta di legge di Regione Lombardia si è già portato avanti il sindaco di Sesto San Giovanni, il comune del Milanese dove nei giorni scorsi ha perso la vita un tredicenne proprio a seguito di un incidente in monopattino. Il primo cittadino Roberto Di Stefano ha firmato una ordinanza che prevede obbligo del casco e limiti di velocità di 20 km all’ora sulle piste ciclabili e 5 nelle aree pedonali per i monopattini elettrici. “La tragedia che si è consumata ieri pomeriggio a Sesto San Giovanni”, ha spiegato Di Stefano, “ha scosso l’intero Paese: e proprio per questo, prima che altri schianti mortali si verifichino sulle nostre strade, sarebbe bene che a Roma affrontassero la questione senza alcun tentennamento”. Quindi, spiega il sindaco in una nota, “In attesa che il Parlamento approvi al più presto una legge per regolamentare l’uso di questi mezzi (equiparandoli a ciclomotori), abbiamo deciso di intervenire, per quanto di nostra competenza, con l’obiettivo di iniziare a comporre un quadro normativo chiaro e preciso”. A Sesto, nelle ore precedenti sono arrivate le prime multe. A dirlo è stato lo stesso primo cittadino: “Nel fine settimana – ha annunciato – la Polizia Locale ha multato cinque persone maggiorenni alla guida di monopattini elettrici che non indossavano il casco. Siamo il primo Comune in tutta Italia a emettere queste sanzioni, facendo rispettare l’ordinanza sindacale che ho firmato settimana scorsa. I monopattini non sono mezzi da demonizzare”, ha aggiunto. “Fanno parte della quotidianità delle nostre città, ma vanno assolutamente regolamentati per evitare altre tragedie. Mettersi il casco, pertanto, deve diventare un movimento automatico appena si sale sul monopattino perché può salvare la vita in caso di incidenti e brutte cadute”. Il sindaco ha anche spiegato che si stanno “intensificando i controlli sulle piste ciclabili, nelle zone pedonali, nelle vie e nelle piazze principali della città”.

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