Chiuso il termine per la presentazione delle liste, i candidati a sindaco di Napoli sono sette. Gaetano Manfredi, ex rettore della Federico II ed ex ministro dell’Università nel governo Conte II, capeggia una coalizione composta da 13 liste: Pd, Movimento 5 stelle, Leu, Europa Verde, formazioni di centrosinistra e una lista “Azzurri per Napoli” che raccoglie moderati e scontenti del centrodestra. Alessandra Clemente, vice sindaca uscente dell’amministrazione de Magistris, è invece la candidata di tre liste: Potere al Popolo, Civica 20-30 e “Alessandra Clemente sindaco”, in cui confluiscono esponenti di Rifondazione Comunista e Partito comunista italiano. Antonio Bassolino ci riprova alla guida di cinque liste, quattro civiche e un partito: tre portano il suo nome (“Bassolino per Napoli”, “Con Napoli, Bassolino sindaco”, “Napoli è Napoli, Bassolino sindaco”), una quarta lo ha nel simbolo. Con l’ex governatore c’è anche Azione di Carlo Calenda e la lista Gay-Lgbt.

Dall’altra parte, Catello Maresca, pm anticamorra in aspettativa, è sostenuto da nove liste civiche e dai tre maggiori partiti del centrodestra, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Due civiche portano il nome dell’aspirante primo cittadino: “Catello Maresca sindaco” e “Catello Maresca”. Poi c’è Matteo Brambilla, il candidato dei pentastellati contrari all’intesa giallorosa su Manfredi e di fatto usciti dal M5s a trazione Conte. Il logo non lascia spazio a dubbi sul motivo della discesa in campo: “Napoli in Movimento – No alleanze”. All’ultimo momento, poi, sono spuntati altri due candidati alla massima carica cittadina: il primo è Giovanni Moscarella in rappresentanza del Movimento 3V, di area no vax e no Green pass. La seconda è Rossella Solombrino (“Equità Territoriale”). Ha annunciato il ritiro, invece, l’editore meridionalista Gina Giammarino. Da confermare il ritiro del candidato di “Rinascita napoletana“.

Per quanto riguarda i candidati al consiglio comunale, con Gaetano Manfredi scende in campo il notaio Dino Falconio, presidente della Fondazione Ravello e capolista di “Manfredi sindaco”. Si candidano nel M5s, invece, gli assessori di de Magistris Ciro Borriello e Francesca Menna (quest’ultima, vicinissima a Roberto Fico, era già nella terna delle candidature grilline del 2016). Tra i pentastellati anche il rapper Lucariello e il cabarettista Oscar Di Maio, nel cui programma fu lanciata una giovanissima Francesca Pascale. “Manfredi sindaco” ospita un’altra ex assessora arancione, Roberta Gaeta. Con Clemente ci provano un gruppo di fedelissimi reduci dell’esperienza de Magistris: i consiglieri Laura Bismuto ed Elena Coccia, l’assessora uscente Rosaria Galiero. Da segnalare anche la presenzain lista di Antonio Piccirillo, figlio del boss Rosario Piccirillo, dal quale ha preso le distanze. Con Bassolino si candidano l’ex presidente di Legambiente Campania Anna Savarese e un nutrito gruppo di dem che hanno preferito puntare sull’esperienza dell’ex sindaco, che peraltro ètra i fondatori del partito: Toti Lange, fino a poco fa presidente dei garanti dem di Napoli, Giorgio De Francesco, ex segretario del Pd di Fuorigrotta, Luciano Crolla, renzianissimo della prima ora ma deluso dai percorsi di Italia Viva, la sociologa Fortuna Caccavale.

Nelle liste di Maresca è saltata, per problemi burocratici legati alla mancata cittadinanza, la candidatura di Hugo Maradona, cognome che a Napoli muove passioni incontrollate e doveva servire a convogliare il voto dei tifosi del Napoli che non perdonano a Manfredi di essere juventino. Tra le civiche si trova l’ex Pd e presidente di municipalità Peppe Balzamo e l’ex assessore regionale Bianca Maria D’Angelo. In lista con Fratelli d’Italia Alessandra Caldoro, sorella dell’ex governatore azzurro della Campania Stefano, mentre ne è uscito in extremis l’ex consigliere regionale Pietro Diodato: sostiene di essere stato aggredito nella sede del partito dal consigliere regionale Marco Nonno, che poco dopo sarebbe andato a depositare un elenco di candidati che non comprendeva il suo nome. Diodato ha trovato ospitalità last minute nella lista “Catello Maresca”. Con Brambilla in lista ci sono Massimo e Isabella Nonno, fratello e nipote dello stesso Marco Nonno. Tra le famiglie i rapporti sono tesi.

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