Altre sette medaglie ad arricchire il bottino della spedizione italiana alle Paralimpiadi di Tokyo, che nel terzultimo giorno della rassegna supera il record delle 58 vinte a Seul nel 1988 e conferma il nono posto nel medagliere a quota 65. Nella giornata di venerdì niente ori per gli azzurri ma tanti bronzi e due argenti: protagonista assoluta è stata Assunta Legnante, arrivata alle spalle dell’uzbeka Safiya Burkhanova nel lancio del peso categoria F12. Quattro podi, di cui tre terzi posti, sono poi arrivati dal nuoto, dove Stefano Raimondi e Giulia Terzi hanno conquistato rispettivamente la settima e la sesta medaglia personale in questa edizione.

Il primo dei due metalli più preziosi è arrivato proprio da Legnante nella notte grazie a un lancio di 14,62 metri. L’atleta marchigiana non perdeva una gara dal 2012 ma questa volta allo Stadio Olimpico di Tokyo si è dovuta inchinare allo strapotere di Burkhanova, artefice della sua migliore performance stagionale con 14,78 metri. “Peccato per il terzo lancio nullo”, ha commentato la campionessa azzurra. “Non posso dire di non averci provato, ma provarci e non riuscirci non è sufficiente”, ha aggiunto. Sul gradino più basso del podio la messicana Rebeca Valenzuela Alvarez, che ha messo a segno un lancio da 13,72.

Sempre di notte e sempre dall’atletica è arrivato il bronzo di Ndiaga Dieng: nella finale dei 1.500 metri maschile T20 l’atleta ha segnato il crono di 3’57″24 piazzandosi dietro al britannico Owen Miller e davanti al russo Aleksandr Rabotnitskii. Lo specialista del mezzofondo, primatista mondiale degli 800, aveva tutti i numeri a posto per affrontare il giro di pista e lasciare il segno. E così è stato. Come del resto anche pochi giorni prima nella finale dei 400, dove Dieng si è piazzato quinto battendo il record italiano. A chiudere la nottata di successi è infine arrivato nel kayak il podio di Federico Mancarella, vicecampione ai Mondiali Ipc di due anni fa e alla sua seconda partecipazione paralimpica. Il classe 1992 nato a Bologna ha ottenuto il bronzo nel 200 maschile. A laurearsi campione è stato l’australiano Curtis Mcgrath davanti all’ucraino Mykola Syniuk, alla prima medaglia paralimpica. È proprio con questa gara, però, che l’Italia ha raggiunto quota 61 medaglie staccando il record di Seul.

Le soddisfazioni maggiori sono arrivate anche oggi nel corso delle gare di nuoto. Ad aprire le danze Stefano Raimondi, che al Tokyo Aquatics Centre ha ottenuto l’argento nei 200 misti di categoria Sm10. Per il 23enne di Verona si è trattato della sesta medaglia a questi Giochi: un bottino che poco dopo, grazie alla gara nella staffetta 4×100 mista, sarebbe arrivato appunto a quota sette. Oro e record paralimpico di specialità per l’ucraino Maksym Krypak, mentre il bronzo è andato all’olandese Bas Takken. “Non era una gara facile”, ha commentato Raimondi. “Sapevo che lui è più forte in tre stili e anche nel primo 50 è passato veramente forte, non pensavo così tanto. Comunque sono veramente felice anche del mio tempo”, ha aggiunto.

Sono diventate cinque, invece, le medaglie al collo di Giulia Terzi in questa rassegna, di cui due d’oro e due d’argento: la nuotatrice lombarda ha ottenuto il terzo posto nei 50 farfalla S7. Davanti alla 26enne di Arzago d’Adda si sono piazzate la canadese Danielle Dorris, che ha realizzato il record mondiale, e la statunitense Mallory Weggemann. Ultimo podio della giornata quello della staffetta 4×100 mista composta, oltre che da Raimondi, da Riccardo Menciotti, Simone Barlaam, Antonio Fantin e Federico Morlacchi. Gli azzurri hanno chiuso terzi, alle spalle di Russia e Australia. Le gare del nuoto si sono concluse con un bilancio estremamente positivo: 39 medaglie (11 ori, 16 argenti e 12 bronzi).

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