Continuano le proteste per le parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che, ospite della scuola di formazione di Matteo Renzi, ha parlato di “ambientalisti radical chic e oltranzisti” liquidandoli come “peggio della catastrofe climatica” e “parte del problema”. Un’uscita condannata dagli attivisti (dai Fridays for future ai Verdi), ma anche dal Movimento 5 stelle, partito che ha voluto e ottenuto la nascita del dicastero con l’insediamento di Draghi. Il presidente M5s Giuseppe Conte ha già chiesto un chiarimento al ministro e oggi ha condannato le sue dichiarazioni definendole “non felici”. Tra le condanne che stanno arrivando c’è anche quella dell’associazione Genitori Tarantini che da anni si batte contro i danni dell’inquinamento ambientale dell’ex Ilva. Riceviamo e pubblichiamo la loro lettera aperta al ministro.

Egregio Roberto Cingolani,

con la sua filippica contro gli ambientalisti, durante il suo intervento al convegno di Italia Viva, ci ha dato l’impressione di voler compiacere il padrone di casa, del quale noi tarantini conserviamo ricordi sgradevoli. In alternativa, le sue parole sono frutto del suo libero pensiero. Ci permettiamo, allora, alcune considerazioni.

Colui che desidera un ambiente pulito, scevro da quell’inquinamento (in particolare, quello industriale che procura benefici economici a pochi e danni a una vastissima platea di esseri viventi) che minaccia la vita e la salute propria e dei propri figli non è un ambientalista, è una persona normale! Lei, quindi, con le sue parole ha inteso offendere una platea di esseri umani, non solo italiani, molto più vasta di quanto abbia mai potuto immaginare. Quegli “oltranzisti e radical chic” che lei individua come “parte del problema” e definisce “peggio della catastrofe climatica” esistono proprio per cercare, tra le altre cose, di porre un argine a folli elucubrazioni come quelle uscite dalla sua bocca.

Tra gli oltranzisti e radical chic di sua importante nomina annoveriamo genitori che hanno perso per sempre i propri figli, genitori che cercano, spesso invano, di curare i propri figli, fratelli derubati dei propri fratelli, figli derubati dei propri genitori, e nonni e zii e amici. Tutti vittime, e non certo cause, di spregiudicato inquinamento ambientale. A Taranto ne contiamo a migliaia!

Quindi, se come suggerito da lei dobbiamo guardare i numeri, ci lasci il tempo di fare un salto al Cimitero monumentale di Taranto (sempre che si possa visitarlo in toto, visto che varie zone sono inaccessibili come da ordinanza sindacale perché fortemente inquinate da diossina); ci lasci il tempo di chiedere ai medici dell’Ospedale San Giuseppe Moscati i numeri dei pazienti che giornalmente devono accedervi per ricoveri e, in lunghe file di attesa, per la chemioterapia in day hospital; ci lasci il tempo per parlare con il dirigente del reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Santissima Annunziata. Ce lo lasci fare per il semplice fatto che questi sono i numeri che contano, in una repubblica democratica.

“Se non guardate i numeri, rischiate di farvi male!” ha detto lei. Quali numeri, dottor Cingolani? Quali sono i numeri che interessano una transizione ecologica? Dobbiamo forse essere noi a ricordarle che la transizione ecologica è quel processo di innovazione tecnologica che non tiene conto solo dei profitti economici, ma tiene conto del rispetto dei criteri per la sostenibilità ambientale?

Scaricare sugli ambientalisti, sulle persone normali di questa nazione, parte delle colpe che sono totalmente di questo e dei precedenti governi ci fa pensare a quel bambino che, impreparato per un compito scritto, si giustifica con la maestra dicendo che i compagni gli hanno rubato la penna. Per il compito, però, lo scolaro avrebbe potuto usare la matita o i colori, o le dita sulla sabbia, se solo lo avesse voluto. Incompetenza, impreparazione: sono queste le ragioni che spingono a cercare capri espiatori. Le ricordiamo che lei occupa un ruolo istituzionale molto ben pagato anche dai radical chic dell’ambiente. Lo facciamo solo perché anche a questi lei deve rispetto.

Le facciamo notare, infine, che neppure una volta l’abbiamo nominata come ministro. La ragione è che, per quanto ci riguarda, lei è indegno del ruolo che occupa e vorremmo chiedere le sue dimissioni immediate. Anche per la sua dignità personale, si figuri un po’. Anche per quella giustizia sociale e ambientale che le sue parole tendono a nascondere, denigrare, affondare.

Associazione ETS Genitori tarantini

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