Il completamento del primo ciclo vaccinale da parte di tutta la popolazione italiana è ancora lontano dall’essere raggiunto: oggi si è arrivati al 70% degli over 12 immunizzati contro il Covid, “dobbiamo superare la quota dell’80%, che è l’obiettivo minimale per garantire un po’ di sicurezza al Paese, ma quello ottimale sarebbe al 90%“, ammette Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, parlando a Buongiorno, su Sky TG24. Nel frattempo, però, diventa sempre più prioritario anche il tema della terza dose. “È dimostrato da alcuni studi che rafforza l’immunità. Quando si potrà fare? Probabilmente da ottobre per le persone meno immunocompetenti, come i dializzati o altre categorie di pazienti”, spiega il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Morning News, su Canale 5.

Silieri sottolinea quindi che per il nuovo richiamo si inizierà dalle fasce più fragili e poi “progressivamente, sarà necessario procedere alla terza dose per coloro che hanno fatto il vaccino per primi“. Questo però, evidenzia il sottosegretario, “non significa ‘a ottobre terza dose per tutti‘”. E un monito alla cautela arriva da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. “Terza dose? Sicuramente è un richiamo che aumenta il livello di immunità, dobbiamo capire se diventa indispensabile o meno. La terza dose oggi è indicata principalmente per i fragili, dove il livello immunologico è più compromesso. Per gli altri aspettiamo, guardiamo gli studi“, spiega a LaPresse. “Dobbiamo proteggere il più possibile per evitare cresca il numero dei morti, l’invito è fare le due dosi. Ma al momento la vaccinazione tiene, con una lievissima riduzione di efficacia nel tempo”, aggiunge Anelli.

“Stiamo osservando che anziani e persone fragili, vaccinati a gennaio e febbraio, stanno esaurendo la loro protezione. Queste persone si trovano nuovamente vulnerabili e vanno riprotette. Dobbiamo partire da loro, dalle persone che sono state vaccinate per prime e più fragili”, dice invece Ricciardi, spiegando che “entro l’autunno dovrebbe essere in partenza, innanzitutto per queste persone e poi pian piano c’è anche il problema degli operatori sanitari, vaccinati tra gennaio e febbraio”. Su quale genere di terza dose verrà somministrata, Sileri spiega: “È possibile che andando avanti l’industria ci fornirà delle terze dosi che verosimilmente saranno adattate alle varianti riscontrate in futuro”.

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