I Talebani hanno conquistato la città di Ghazni, a soli 150 chilometri da Kabul. Si tratta del decimo capoluogo di provincia caduto nelle loro mani in una sola settimana: due giorni fa avevano raggiunto il centro di Farah, di fatto ponendo sotto il proprio dominio più del 65% dell’Afghanistan. “Hanno preso il controllo di aree chiave della città: l’ufficio del governatore, il quartier generale della polizia e la prigione”, ha detto Nasir Ahmad Faqiri, capo del consiglio provinciale di Ghazni, aggiungendo che in alcuni parti della città sono ancora in corso combattimenti. Secondo quanto affermato da un portavoce del Talebani, decine di soldati “sono stati uccisi”, altre dozzine “si sono arresi”, e sono state “sequestrate altre armi e attrezzature”.

Intanto, l’avanzata verso Kabul continua a preoccupare gli Stati Uniti, che prevedono che la conquista della capitale afghana possa avvenire entro 90 giorni. L’ipotesi proviene dalla stessa amministrazione Biden, che fino a poco tempo fa era sicuro che ci sarebbero voluti 10 mesi. “Facciamo affidamento alle valutazioni dell’intelligence” ha affermato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, “nessun esito è inevitabile”. Gli Stati Uniti stanno anche pensando di chiudere l’ambasciata americana a Kabul entro la fine di agosto: lo rivela Politico, che cita fonti vicine a Washington. Il Dipartimento di stato vorrebbe evacuare al più presto la struttura, dove presto potrebbe rimanere solamente il personale essenziale tra diplomatici e staff.

Nonostante il progresso dei Talebani sia accelerato in modo imprevedibile, la fine del ritiro delle truppe americane rimane fissata per il 31 agosto. Una decisione che Biden ribadisce con fermezza: “Non sono pentito”, spiega il Presidente degli Stati Uniti di fronte alle crescenti critiche per aver abbandonato l’Afghanistan, “È ora che i leader afghani si mettano assieme e comincino a combattere per il loro Paese”. Biden ha quindi ricordato ancora una volta come Washington negli ultimi vent’anni abbia speso ben mille miliardi di dollari per addestrare e armare le forze di sicurezza di Kabul, senza contare il costo pagato in vite umane.

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