Nel giorno del 41° anniversario della strage di Bologna con l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di dissipare le ombre, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha siglato una direttiva che dispone la declassifica ed il versamento anticipato all’Archivio centrale dello Stato della documentazione concernente l’organizzazione Gladio e la Loggia massonica P2. Una desecretazione attesa da tempo ma che è di fatto il seguito di quanto deciso 7 anni fa. Il premier – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha ritenuto doveroso dare ulteriore impulso alle attività di desecretazione. L’iniziativa adottata potrà rivelarsi utile ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese. E come hanno ricostruito i magistrati di Bologna la P2 ebbe un ruolo fondamentale nel massacro della stazione del 2 agosto 1980. Il nuovo processo sui mandanti è iniziato lo scorso aprile.

Questa declassificazione è una iniziativa che va ad ampliare appunto quanto già stabilito con una precedente direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli organismi di intelligence e delle amministrazioni centrali dello Stato.

Oggi il presidente della Camera, Roberto Fico, nel messaggio inviato al sindaco di Bologna, Virginio Merola, tra l’altro aveva scritto: “Credo sia doveroso su questo non deludere le aspettative dei cittadini e procedere con una maggiore dose di coraggio e di coerenza nell’applicazione della Direttiva dell’aprile del 2014 sulla declassificazione ed il versamento straordinario di documenti all’Archivio centrale dello Stato, proprio con lo scopo di mettere a disposizione tutti i documenti necessari per fare piena luce su queste vicende. Occorre poi valutare con attenzione l’opportunità di riformulare, alla luce dei rilievi delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi, la Direttiva in questione in modo da realizzare la più ampia ed effettiva pubblicità dei documenti in questione. Non può esserci spazio per l’oblio e la mistificazione. Lo dobbiamo alla nostra democrazia”. Anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellatim, ha ricordato che l'”Italia che ha sconfitto il terrorismo” “oggi continua a perseguire, con instancabile tenacia, verità e giustizia su pagine di un passato da consegnare alla storia senza ombre e senza segreti”. “Un obiettivo di trasparenza, accessibilità e conoscenza a cui continuo a credere e per il quale intendo proseguire, come ho promesso, l’opera di desecretazione degli atti delle Commissioni di inchiesta che hanno lavorato sulle grandi stragi del passato.

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