Nella Gazzetta Ufficiale del 24 luglio è stata pubblicata la Legge n. 106/21 la legge di conversione in legge, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali.

L’articolo 53 della legge 106/2021 ha stanziato 500 milioni di euro per l’anno 2021 al fine di consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, nonché di sostegno alle famiglie con contributi affitto e pagamento delle utenze domestiche.

Per la ripartizione ai Comuni si è tenuto conto di due parametri: 1) una quota di 250 milioni di euro, ripartita in proporzione alla popolazione residente; 2) l’altra quota di 250 milioni in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale.

Ancora prima nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2021, il Ministero dell’interno ha dato comunicazione della avvenuta ripartizione ai Comuni dei 500 milioni di euro attraverso decreto del ministro dell’Interno e del ministro dell’Economia qui gli importi ripartiti ad ogni singolo comune. Si tratta di risorse importanti al momento relative al solo 2021 e la necessità prioritaria e quella di erogare immediatamente queste somme a famiglie che ne hanno un gran bisogno.

Per arrivare ad un utilizzo in tempi brevi, visto che siamo già al mese di agosto, è necessario che i Comuni stabiliscano quanto destinare al sostegno alimentare, quanto a contributi affitto e quanto al pagamento di utenze domestiche, perché su questo la legge e il decreto di ripartizione delle risorse nulla dicono lasciando ai Comuni la scelta.

In tale ambito è necessario che questa notizia, ovvero della disponibilità di ingenti risorse da parte dei comuni, sia portata a conoscenza dei cittadini interessati. Sarebbero inammissibili, tenuto conto dei dati forniti recentemente dall’Istat sulla povertà, azioni dilatorie da parte dei Comuni.

Non è un caso che si siano attivate da subito le organizzazioni sociali. Due esempi: a Roma, destinataria di 11,770 milioni di euro, Unione Inquilini, il Forum Terzo Settore e Nonna Roma, hanno chiesto un incontro urgente al comune per definire le modalità in tempi brevi delle risorse, fondamentali per la vita delle famiglie in difficoltà economica e sociale.; a Bergamo che ha ricevuto 506.229 euro, la Caritas locale e l’Unione Inquilini hanno scritto all’amministrazione comunale e questa ha risposto programmando un incontro.

E’ importante che in tutta Italia i sindacati inquilini, le associazioni di volontariato e degli abitanti aprano immediate interlocuzioni con le amministrazioni comunali al fine di capire o meglio concordare l’utilizzo delle risorse, chiarendo con i singoli comuni come intendano utilizzare le risorse e soprattutto chiedendo che l’erogazione delle risorse avvenga in tempi rapidi.

In particolare stabilire la quota per contributi affitto che per esempio potrebbe essere utilizzata per agevolare i passaggi da casa a casa per sfrattati, garantendo loro nuovi contratti sostenuti dal pagamento di cauzioni i di periodi medio lunghi di affitto o di parte di questi.

I Comuni ormai da circa un mese, conoscono l’ammontare delle risorse a loro assegnate. C’è con tutta evidenza una acclarata necessità di utilizzo in tempi brevi. Non venga in mente agli oltre mille sindaci dei Comuni che andranno alle urne in autunno di attendere la vicinanza al voto delle Amministrative per erogare le somme alle famiglie.

Non bastano le mobilitazioni di sindacati o di associazioni di terzo settore o delle Caritas, è necessario che le famiglie interessate si rivolgano direttamente ai loro Comuni per chiedere l’erogazione immediata. Ad ognuno le proprie responsabilità.

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