“Dagli Europei di calcio in avanti, abbiamo notato una ripresa degli accessi al pronto soccorso per Covid”. Lo dice Nicola Mumoli, direttore di Medicina Interna all’ospedale di Magenta. “Si tratta di malati con una forma leggera che non vengono ricoverati”. Qui il reparto Covid ha chiuso a maggio e al momento non ha ancora riaperto. “I numeri sono contenuti grazie all’efficacia dei vaccini” racconta la capo reparto di Medicina II Alessandra Grittini. Accanto a lei, ci sono i segni delle prime tre ondate. Bigliettini di ringraziamento dei pazienti curati e foto di gruppo. “In un anno e mezzo sono passate di qui circa duemila persone – ricorda il dottor Mumoli – non vorremo ritrovarci in autunno a dover riaprire i reparti Covid”. Per questo motivo rivolge un appello “con il cuore in mano. La vaccinazione è sicura: fa sì che l’infezione non sia grave ed evita la trasmissione del virus e dei ceppi resistenti che potrebbero riprodursi nel tempo”. Negli scorsi mesi nei reparti, i ricoverati erano quasi tutti non vaccinati. “Abbiamo ricoverato tanti no vax che hanno avuto polmoniti drammatiche – conclude la dottoressa Grittini – la stragrande maggioranza si è convertita trasformandosi in discepoli del vaccino, ma c’è stato anche qualcuno ha confermato la propria scelta, una scelta inspiegabile contro ogni logica soprattutto dopo aver rischiato la vita con il casco respiratore in testa”.

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