Il governo tedesco compie un primo passo verso la centralizzazione della gestione delle crisi. Dopo le diverse critiche che hanno denunciato le falle nel sistema di allerta per le alluvioni e nel coordinamento degli interventi di soccorso dei giorni scorsi e dopo il lungo altalenarsi di decisioni contrastanti a livello locale per fronteggiare la pandemia Covid, nella riunione di gabinetto di mercoledì l’esecutivo di Angela Merkel ha deciso di allargare gli ambiti di intervento del Bundesamt für Bevölkerungsschutz und Katastrophenhilfe (BBK o in italiano Ufficio federale per la tutela della popolazione ed aiuto nelle catastrofi) affinché divenga un centro di competenza nazionale a difesa della salute che possa, sia qualitativamente che quantitativamente, organizzare gli interventi in tutte le situazioni di crisi e di pericolo sanitario. A tutt’oggi la competenza per le catastrofi era dei Länder, mentre al BBK spettava solo l’intervento in caso di difesa.

Si tratta di un primo passo per una strategia di prevenzione anche di necessità future e per il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer (Csu) è “un chiaro cambiamento di politica”. La decisone d’altronde è scaturita dalla presa d’atto proprio del rapporto presentato da lui insieme al collega del dicastero della sanità Jens Spahn (Cdu) sotto il titolo “Resilienti contro le crisi -sviluppi e processi di implementazione della riserva nazionale a difesa della salute (NGRS) – primi passi per una completa strategia preventiva nella protezione della popolazione”. Dopo i molti morti e le devastazioni per le alluvioni una concentrazione dell’organizzazione degli interventi su base nazionale era stata suggerita anche dalla leader e candidata cancelliera dei Verdi, Annalena Baerbock. In un’intervista televisiva si è apertamente richiamata all’esempio della Protezione Civile italiana. La necessità di un intervento centralizzato era poi già emersa in modo prepotente, come ricordato, durante la pandemia Covid.

Concentrare la tutela assistenziale preventiva in seno al BBK mira a superare i deficit di approvvigionamento di mascherine, attrezzature di sicurezza, disinfettanti per medici e paramedici riscontrati con l’esplosione del Covid. Furono rastrellati ma a caro prezzo. Ora il nuovo sistema dovrà garantire riserve per almeno sei mesi per il settore sanitario. Questo materiale dovrà essere a disposizione sia per le pandemie, che per catastrofi naturali ed anche laddove la Germania debba intervenire in evenienze simili a sostegno di altri Paesi alleati. Il nuovo carico di competenza dovrà tuttavia ancora essere siglato da una riforma costituzionale che conferisca al BBK competenze anche in caso di pace. Horst Seehofer ha annunciato che i 16 Länder hanno approvato la nuova distribuzione di competenze con il quale il BBK, mantenendo le sue prerogative, potrà dare loro più appoggio. Si profilerà forse anche la necessità di un aumento di personale anche se l’ente annovera già circa 400 collaboratori nella sede di Bonn.

Dopo l’alluvione, il presidente del BBK Armin Schuster ha assicurato che il sistema di allarme pubblico c’è ed ha funzionato, ma la loro allerta deve poi passare dai Länder ai comuni e da questi ai cittadini. Le app di allarme NINA e Katwarn sono tuttavia misconosciute ai più. Con oltre 170 vittime, viene da chiedersi come esse possano definirsi effettivamente un valido sistema unico centralizzato. I Linke hanno per questo chiesto le dimissioni di Seehofer.

Si affaccia ora l’idea di costruire una rete di trasmissione di Sms che lanci avvisi di pericolo a tutta la popolazione interessata in un’area di crisi, come lo statunitense Wireless Emergency Alerts (WEA). Sia il ministro dei trasporti Andrea Scheuer (Cdu) che il presidente dei cristiano-democratici e candidato cancelliere Armin Laschet sarebbero favorevoli ad un canale simile ed il BBK ha già avviato uno studio di fattibilità da completarsi entro l’autunno. Tuttavia, i costi si preannunciano tra almeno i 20 ed i 40 milioni di euro. Per Seehofer non si può prescindere da un sistema misto, oltre che digitale con la tecnologia cell broadcasting, anche fisico, che raggiunga tutti, come l’impiego di sirene. Dopo che erano state per lo più smantellate tutte nel dopoguerra, il dicastero degli Interni aveva lanciato una vasta campagna di ripristino. Solo i segnali acustici possono d’altronde garantire efficacia in caso di malfunzionamento, o mancata copertura, delle reti digitali. È però ancora cocente lo smacco della prova fallita nel settembre 2020. Nel Warntag restò tutto in silenzio: “gli impianti non hanno funzionato” la nota ufficiale e l’allora Presidente del BBK Cristoph Unger dimissionato. Il nuovo Warntag nazionale dovrebbe tenersi tra due mesi. Dovrebbe però essere accompagnato dalla sensibilizzazione della popolazione alle condotte da seguire in caso di emergenza.

Ad una settimana dall’alluvione, il governo ha intanto mobilitato aiuti per 400 milioni di euro, metà a carico federale e metà di competenza dei Länder, per la ricostruzione ed il sostengo alle popolazioni colpite. Previsti anche forme di finanziamento indiretto: ai comuni interessati dalla catastrofe non sarà chiesto di rimborsare i costi di pronto intervento sostenuti dalla Federazione; parallelamente sospesi gli obblighi legati alle procedure di insolvenza e potrebbe essere ampliato anche il fondo per gli imprenditori già colpiti dalla crisi per la pandemia Covid. Il ministro delle Finanze e candidato cancelliere della Spd, Olaf Scholz, ha assicurato che se sarà necessario gli aiuti potranno essere aumentati. “Il denaro non mancherà”, gli ha fatto eco anche il ministro per l’Economia, Peter Altmaier (Cdu). I sostegni a quanti hanno perso tutti i loro averi saranno conferiti in modo non burocratico, ha assicurato in un comunicato Horst Seehofer, senza dover dare prova immediata delle necessità.

L’organizzazione ambientalistica Deutsche Umwelthilfe (DUH) ha sottolineato però che si deve prendere coscienza dei cambiamenti climatici e non ricostruire come prima a ridosso dei corsi fluviali. Nelle città stesse per il DUH – riporta l’emittente tedesca ARD – devono aumentare le aree verdi che possano fungere da bacino per farvi riversare le acque piovane. Toni analoghi anche dal Naturschutzbund Deutschland (Nabu) che sottolinea che le aree libere ancora idonee a venire inondate senza danni si sono ridotte in tutto il Paese ad un terzo. In questo fine settimana il Deutsche Wetterdienst (DWD) ritiene che ci possano essere di nuovo forti piogge con la probabile precipitazione da 15 a 25 litri a metro quadro, ma non è escluso che i rovesci potranno toccare anche fino a 40 litri al metro quadro.

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