I vaccini pediatrici rappresentano un tema controverso, attualmente non c’è una strategia uniforme nel mondo occidentale. Alcuni paesi li stanno somministrando (Usa, Israele, Italia), altri invece li hanno limiti solo ai bambini con patologie pregresse gravi – disabilità neurologiche, problematiche respiratorie -, escludendo quindi i bambini sani (Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio). A questi va aggiunta una terza via, quella dei paesi che hanno scelto di escludere in toto i bambini (Portogallo, Irlanda, Norvegia, Islanda). “Fino ai 18 anni i rischi legati al Covid sono irrilevanti”, queste le parole Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, qualche settimana fa. Israele è uno dei paesi con la più alta percentuale di vaccinati al mondo, anche rispetto alle somministrazioni pediatriche, e può essere un punto di riferimento per capire cosa potrebbe accadere anche in Italia. Ilfattoquotidiano.it ha intervistato Cyrille Cohen, membro del Comitato consultivo per gli studi clinici sui vaccini Covid per il ministero della Salute di Israele e responsabile del laboratorio di immunoterapia dell’Università Bar-Ilan.

Professor Cohen, in Israele nella fascia di età 20-29 anni, da febbraio a maggio, c’è stato un aumento della mortalità per problemi cardiaci. Se confrontiamo gli anni 2020 e 2021 vediamo delle differenze: 51 morti (2020) contro 88 morti (2021). Una variazione del 60%. Cosa è successo?
Difficile confrontare il febbraio/maggio 2020 con il 2021, dato che nel 2020 eravamo in un lockdown.

Il direttore del Wolfson Heart Hospital, in Israele ha detto in una intervista: “Stiamo assistendo a un’ondata torrida di infarti”. Cosa significa questo?
Si riferiva all’infarto dovuto al Covid. Questo potrebbe essere dovuto alla malattia stessa, anche alla situazione economica e allo stress per esempio.

In Italia non abbiamo riscontrato questi aumenti in quella fascia d’età (20-29 anni). Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità negli under40, i morti registrati da Covid sono stati 296 totali, di questi: 174 avevano gravi condizioni preesistenti (cardiovascolari, renali, diabete, obesità), 41 non avevano malattie importanti diagnosticate, mentre di 81 non ci sono cartelle cliniche nell’ISS. Il tasso di mortalità oscilla dallo 0,1-0,2%. Quindi, mi sembra di capire, che la mortalità per gli under30 da Covid sia aumentata in Israele?
Abbiamo visto in effetti alcune morti per Covid 19 nel gruppo sotto i 30 anni con un totale di 43 morti dall’inizio della pandemia, la maggior parte con condizioni sottostanti.

In Israele si stanno vaccinando i bambini e adolescenti dai 12 anni in su. La Germania ha optato per un’altra strategia: l’Istituto R. Koch di Berlino ha “sconsigliato” la vaccinazione nei bambini “sani” fino a 17 anni. Mentre, consiglia il vaccino a chi ha patologie pregresse suscettibili al Covid. Cosa ne pensa?
Penso che questa sia una decisione personale. Da un lato, ci potrebbero essere alcuni rari effetti collaterali che devono essere considerati e gli adolescenti non sono di solito una popolazione a rischio, ma d’altra parte, quando ci si ammala con Covid ci può essere 1 caso su 2000 che può sviluppare la sindrome multi-infiammatoria (PIMS). I giovani con condizioni sottostanti come l’asma, l’obesità e altre malattie dovrebbero davvero pensare se farsi vaccinare o meno.

Sappiamo che nel contesto della cosiddetta sindrome PIMS (infiammazione multisistemica pediatrica temporalmente correlata alla SARS-CoV-2), può verificarsi un coinvolgimento del cuore, di solito sotto forma di cambiamenti nei vasi coronari o aritmie cardiache. Anche il numero di casi di PIMS con 1 caso su 2000-5000 persone, è da considerare raro e ben trattabile trattato molto bene con farmaci come le immunoglobuline e farmaci simili al cortisolo. Giusto?
Questi sono casi rari e il più delle volte trattabili, ma non sappiamo ancora l’impatto a lungo termine della PIMS.

Gli effetti sul Covid a lungo termine non sono chiari. Lei cosa si sente di dire a quella parte della comunità scientifica che sostiene che non vi siano maggiori benefici, rispetto ai rischi, per la vaccinazione ai bambini?
Dico che capisco e rispetto pienamente la loro posizione. Alla fine abbiamo bisogno di dati per determinare il giusto equilibrio tra benefici e rischi.

Nel sistema VAERS (piattaforma dove si raccolgo segnalazioni di eventi avversi da vaccino negli Stati Uniti) sono stati registrati 9 decessi tra 15-16enni post-vaccino: questi decessi sono tempo-correlati (entro 30 giorni dalla vaccinazione) ma non è stato appurato ancora un nesso causale con una indagine. I decessi sono accorsi in media tra 1 e 8 giorni dopo la seconda dose. Inoltre si sono registrate più miocarditi e pericarditi di quelle attese in condizioni naturali (se la maggior parte hanno risoluzione positiva è anche vero che alcuni bambini sono finiti in terapia intensiva a seguito di questa reazione). Per concludere, come non si conoscono i rischi a medio lungo termine del Covid non si conoscono quelli dei vaccini, comprese reazioni autoimmuni?
Hai ragione, c’è una parte di incertezza e dobbiamo indagare e andare in fondo a questo. Di nuovo, questo è il concetto di beneficio/rischio e quando si tratta di bambini è ancora più difficile da decidere. Anche se è raro, lo 0,04% dei bambini contagiati, sono morti a causa del Covid negli Stati Uniti. Quindi, alla fine, non è una decisione facile in entrambi i casi. Capisco le persone che vogliono che i loro figli siano vaccinati così come capisco le persone che non vogliono farlo.

I numeri e le statistiche sono importanti. Il coronavirus non è una malattia dei bambini, su oltre 6.400 morti per Covid, solo 9 erano bambini, la maggior parte con gravi condizioni mediche sottostanti. Corretto?
Corretto in una certa misura i numeri e le statistiche sono importanti ma la gente spesso non riesce a capire che guardare solo le statistiche sui decessi non è tutto. Che dire di una lunga convalescenza o di problemi cardiaci? Che dire della perdita dell’olfatto per un anno o giù di lì? Che dire delle ospedalizzazioni a volte un mese in terapia intensiva per un bambino?

I Cdc (Centers for Disease Control), hanno rilasciato i dati alla FDA sulle miocarditi (problemi cardiaci) e nel gruppo di età inferiore ai 30 anni. Trovando un aumento che può anche essere molto alto (da 3 a 30 volte in più) rispetto a quelle attese in natura, in alcuni casi i bambini sono finiti anche in terapia intensiva. In Israele che dati avete riscontrato sulle miocarditi/pericarditi?
Abbiamo dati in Israele che dimostrano che Comirnaty (vaccino Pfizer-Biontech, ndr) può accentuare il rischio di miocardite per i giovani uomini con una frequenza intorno a 1/6.000 per questa particolare fascia di età, principalmente. Questo è stato anche riconosciuto da diverse agenzie di regolamentazione in tutto il mondo. (A seconda della fonte, l’incidenza di miocardite e pericardite in Europa varia da 1 a 10 su 100.000 persone all’anno, ndr)

Israele è stato il primo paese a vaccinare i gruppi ad alto rischio, e ha dato l’esempio al mondo per organizzazione ed efficienza. Ora, nella fascia 3-11 anni e 12-15 anni, ma anche fino a 18 anni, che cosa state notando? Queste fasce d’età non rappresentano un’emergenza in Israele?
Stiamo vaccinando solo dai 12 anni in su ed è vero, è meno urgente che non per i 30 anni e così via. Ma alcuni genitori e bambini hanno paura del Long Covid e di altre complicazioni, alcuni vogliono questo vaccino da un punto di vista psicologico per sentirsi protetti e alcuni vorrebbero contribuire all’immunità di gregge. Penso che dobbiamo rispettare anche questo e lasciare che i genitori/bambini decidano, dopo aver consultato un’autorità medica come il loro pediatra.

Con i nuovi dati rilasciati da Israele il vaccino Pfizer è sceso al 64% di protezione dal Covid sintomatico, questo significa che il 36% dei vaccinati potrebbe (avendo sintomi, seppure lievi) contagiare de essere contagiato? Quindi il concetto di immunità di gregge rischia di essere messo in discussione?
In effetti, sembra che sarà più difficile raggiungere l’immunità di gregge con questa nuova variante Delta, è possibile. Quindi, dovremmo ancora concentrarci sulla protezione dei deboli e degli anziani.

Cosa pensa della posizione dell’Oms per cui i bambini non dovrebbero essere vaccinati per il momento? L’Oms ha anche dichiarato che sono necessarie più prove sull’uso dei vaccini contro il coronavirus in questa popolazione prima di fare raccomandazioni generali. Gli studi sui vaccini per i bambini sono in corso, e l’Oms aggiornerà le sue raccomandazioni quando le prove o la situazione epidemiologica richiederanno un cambiamento nella politica. Anche qui, le chiedo cosa ne pensa?
Penso che siano cauti e lo rispetto. Penso che ci sia anche un’altra questione in gioco, dato che l’Oms è un’organizzazione globale: stiamo parlando di vaccinare i bambini mentre molti adulti in tutto il mondo non sono vaccinati e credo che abbiamo bisogno di affrontare questo problema al più presto perché sono più a rischio. Credo che il vaccino sia abbastanza sicuro, ma dobbiamo anche pensare alle priorità e la decisione di vaccinare o meno un bambino dovrebbe essere basata sulla scienza e la medicina e non su Dr. Google e Prof. Facebook. Questa pandemia non è ancora finita ma la migliore arma che abbiamo finora sono i vaccini.

Direttore, perché parla di Dr. Google e Dr. Facebook? Lei conosce suoi colleghi che usando gli stessi dati scientifici di cui dispone arrivano a dare interpretazioni diverse. La professoressa Rivka Carmi, ex presidente dell’Università Ben-Gurion del Negev e uno dei migliori pediatri e genetisti israeliani sostiene che “non c’è motivo di rischiare vaccinando i bambini, anche se il rischio è molto piccolo, quando il vantaggio è trascurabile”. Che ne pensa?
Quando scrivo Dr. Google e Prof. Facebook, potreste avermi frainteso. Quindi è importante che io dica che non stavo sminuendo i colleghi! Quello che voglio dire è che bisogna prendere una decisione intelligente basata su fatti e dati scientifici e consigli medici, qualunque essi siano – è legittimo decidere di non farsi vaccinare, purché questa decisione non sia presa sulla base di filmati di Facebook che non sono di fonte affidabile. Lo stesso vale per me dall’altra parte: non dovresti farti vaccinare perché ti viene offerta una pizza gratis o un regalo. Questa è una decisione seria. Tu ed io saremo d’accordo che ci sono un sacco di sciocchezze che la gente mette su Facebook e ci sono alcune persone che basano la loro decisione su informazioni false. Facebook sta cercando di combattere questo, ma non è sempre possibile. Quindi, quello che sto dicendo è che la decisione dovrebbe essere basata su fonti affidabili e sui consigli del vostro medico personale. Alla fine della giornata, se siete malati, la persona che si prenderà cura di voi è il vostro medico, non alcuni anti-vax di Facebook. Spero che capiate la mia posizione. Non è affatto sminuire i professionisti sanitari.

Dati sulla mortalitàin Israele

I dati dell’Istituto superiore di sanità

La raccomandazione del Koch Institute

I dati dei Cdc

Aggiornamento Aifa su miocarditi

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