Matteo Berrettini riscrive la storia del tennis italiano. Per la prima volta un azzurro giocherà per conquistare Wimbledon, uno dei più prestigiosi trofei al mondo. E il 25enne romano ci arriva dopo aver liquidato 3-1 il polacco Hubert Hurkacz che regge parzialmente nel primo set (6-3), viene rullato nel secondo con un 6-0 in appena 25 minuti, conquista il terzo al tie-break dopo essere stato per due volte a un passo dall’eliminazione e poi affonda 6-4 nel quarto. Una semifinale quasi a senso unico, rianimata dal polacco nel terzo set con la forza della disperazione, che spalanca al tennista romano le porte all’atto decisivo di domenica, dove sfiderà Nole Djokovic.

Dopo il primo game perso 40-0, Berrettini si scioglie e trova convinzione colpo dopo colpo sfiorando subito il break che arriva poi al quinto game. Da quel momento in poi, il match scivola via liscio come l’olio fino al terzo set per il 25enne che nel secondo lascia l’avversario a zero come in una semifinale di Wimbledon non si vedeva dal 2006 quando ci riuscì Federer con Bjorkman. Hurkacz però dimostra di non aver battuto a caso proprio Federer nei quarti e si rialza nel terzo, dove tiene fino al 6-6 e poi domina il tie-break.

La reazione nel momento più difficile della semifinale non trova però continuità nel quarto set: Berrettini scappa subito rubando il game al polacco e consolidando il break sul 2-0. Diventato padrone del suo destino con il servizio, conferma che è un suo punto di forza rifilando 3 ace consecutivi (22 nel match, 101 nel torneo) per il 5-3 che lo mette in traiettoria per andare a prendersi un match point sul game di battuta di Hurkacz. Il polacco si salva, ma non può nulla sul turno di battuta dell’italiano che dopo aver commesso il primo doppio fallo della sua partita chiude agevolmente sul 6-4.

“Quando si gioca a questi livelli io cerco di essere al meglio dal punto di vista mentale e tattico. Dopo il terzo set, che mi sembrava di meritare di vincere, mi sono detto che dovevo reagire e alla fine il risultato è arrivato”, ha commentato dopo l’incontro. “Ricordo la prima volta su questo campo due anni fa contro Roger Federer, non è stata la stessa cosa – ha aggiunto – Mi sono divertito lo stesso anche perdendo, quella partita mi ha però aiutato ad essere qui oggi”. E su domenica: “Sarà una grande giornata, spero di andare ancora meglio. Porto con me la bandiera dell’Italia, devo crederci”.

Berrettini ha confermato turno dopo turno il suo stato di grazia fino all’assolo contro Hurkacz che cancella il record di Nicola Pietrangeli, fino a ieri l’unico italiano ad aver giocato una semifinale a Wimbledon la bellezza di 61 anni fa. Da oggi, invece, nessuno ha mai fatto meglio di Berrettini sull’erba più famosa del mondo. Un altro primato da mettersi in tasca dopo essere diventato il primo tennista azzurro ad aver raggiunto almeno gli ottavi di finali in tutti i quattro tornei del Grande Slam ed essere anche l’unico ad aver vinto due tornei sull’erba. Domenica andrà all’assalto del terzo trofeo, il più prestigioso della sua carriera e del mondo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Successivo

Berrettini racconta il suo anno straordinario tra Covid e infortuni nel documentario realizzato da Red Bull (video)

next