Mordono la carenza di semiconduttori e la penuria di materie prime. La produzione industriale tedesca è calata a sorpresa a maggio accusando una flessione dello 0,3% rispetto ad aprile, contro previsioni di un rialzo dello 0,5%. Sull’anno si registra un incremento del 17,3%. La stima era di un +17,7%. A pesare sull’indice complessivo sono le difficoltà dell‘industria automobilistica, alle prese con il quinto mese consecutivo in calo a causa principalmente della carenza di componenti. Negli stabilimenti auto la produzione è scesa del 7,2% e al momento risulta di quasi un terzo al di sotto dei livelli pre-pandemia.

Ulteriori problemi per l’industria internazionale potrebbero arrivare dal fatto che, dopo la Russia, anche la Cina sarebbe in procinto di annunciare una tassa sulle esportazioni di acciaio. È quanto riportano alcuni trader siderurgici, secondo cui l’entità del provvedimento si attesterebbe intorno al 15%. La decisione, fanno notare gli analisti, non farà altro che aggravare la già tesa condizione del mercato dell’acciaio in Europa alle prese con livelli di prezzi sui record storici. Nell’ultimo anno i prezzi dell’acciaio sono raddoppiati. “Attendiamo a giorni l’ufficializzazione”, spiega un operatore di rottami ferrosi attivo in Cina, aggiungendo come “già a fine aprile Pechino aveva avviato politiche di disincentivo alle esportazioni di acciaio togliendo le sovvenzioni sull’iva per il materiale siderurgico in uscita dal paese”. “Il coils a caldo veleggia attualmente sui 1100 euro a tonnellata, ma non è il prezzo che ci preoccupa – dichiara il titolare di un centro di servizio – il vero problema è la carenza di materiale che sta spingendo le aziende del settore a ridurre i turni di lavoro”.

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