Immaginatevi un conto in banca che vi rende il 100% di interessi. Ovvero, dopo che ci avete depositato 1000 euro, a fine anno ve ne da altri mille, e così via ogni anno. Lo vorreste un conto in banca così!

Ovviamente, non esiste un conto in banca che renda così tanto, ma esistono delle tecnologie che rendono a livelli del genere, sia pure non in termini monetari ma energetici. C’è un articolo pubblicato questo mese da Fthenakis e Leccisi che fa il punto della situazione e trova una resa veramente eccellente della tecnologia fotovoltaica dovuta ai miglioramenti tecnologici degli ultimi 5-7 anni. In pratica, per una buona insolazione, come potremmo avere nell’Europa del sud, un impianto fotovoltaico restituisce l’energia necessaria per costruirlo in un anno, circa! Siamo ormai ai livelli del petrolio ai tempi d’oro, quando era abbondante e costava poco, e forse neanche il petrolio faceva così bene.

Quello di Fthenakis e Leccisi non è il solo articolo che arriva a questa conclusione, tutti gli studi recenti sull’argomento arrivano a conclusioni simili. Gli ultimi dati sui costi ve li potete leggere, per esempio, su un articolo recentissimo su “EDP Science”. In sostanza, l’energia elettrica prodotta per via fotovoltaica è spesso la meno cara in assoluto, la crescita delle installazioni continua a eccedere le previsioni, e si parla ormai di “rivoluzione fotovoltaica.” Siamo di fronte alla possibilità reale di eliminare i combustibili fossili una volta per tutte dal sistema energetico globale.

Ora, lo so che siete già con le dita sulla tastiera a scrivere nei commenti “ma la variabilità?” “Ma io i pannelli non li voglio vedere di fronte a casa mia!” “e lo smaltimento?” e cose del genere. Lo so. Queste cose le sanno tutti. Però, ragionateci anche un po’ sopra.

Abbiamo una tecnologia che costa meno delle altre, che è particolarmente adatta all’Italia, “il Paese del Sole,” e che ci permette di produrre energia in casa nostra senza doverla importare a caro prezzo. Abbiamo anche l’ulteriore vantaggio di avere montagne che possiamo usare per lo stoccaggio dell’energia in forma di bacini idroelettrici. Ci sono molti altri modi per gestire la variabilità: non è un problema irrisolvibile. Poi, per lo smaltimento dovremo investirci sopra, certo. Ma tenete conto che gli impianti fotovoltaici non usano materiali rari o inquinanti. Si possono riciclare senza grandi problemi e sicuramente lo faremo nel futuro. Al momento, è un problema marginale.

Insomma, il fotovoltaico è un’occasione che non dovremmo assolutamente perdere per rilanciare il “sistema paese” in Italia. E, in effetti, le cose stanno andando benino. In Italia siamo arrivati al 10% di produzione di energia elettrica da fotovoltaico ed è un bel risultato dal quale si può partire per decarbonizzare per davvero il sistema energetico. Sembra che a livello nazionale certe cose siano state capite. Lo potete leggere nel Pniec, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, che prevede un ruolo fondamentale per le tecnologie rinnovabili, e in particolare per il fotovoltaico.

Rimane però una resistenza di retroguardia formata da una coalizione piuttosto male assortita che include le aziende petrolifere, i nuclearisti ad oltranza, i miracolisti della fusione fredda, quelli che stanno ancora pagando le cambiali per la macchina diesel e, in generale, tutta una sezione del movimento ambientalista che rifiuta ogni cambiamento in nome di una decrescita che secondo loro dovrebbe essere “felice.”

A ognuno le sue opinioni ma, in pratica, a questo punto la sola cosa che può bloccare la rivoluzione fotovoltaica è la burocrazia, forse l’unica entità veramente “inesauribile” nell’universo. Anche su questo, il governo sembra intenzionato a fare qualcosa per snellire le procedure e rendere più rapidi i processi di installazione. Non sarà facile, ma con un po’ di pazienza ci arriveremo.

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