Dopo il lancio avvenuto solamente alcuni giorni fa del nuovo sistema operativo di Huawei chiamato HarmonyOS, abbiamo finalmente avuto modo di provare da vicino il primo prodotto che arriva direttamente con tale OS installato: Huawei Watch 3. Le aspettative erano altissime, la curiosità verso il nuovo sistema operativo era molta e Huawei è riuscita ancora una volta a non deludere. Fare meglio dell’ultimo smartwatch premium era difficile ma il brand ha davvero realizzato un prodotto spettacolare.

Design

Andrò dritto al punto: a mio parere Huawei Watch 3 è lo smartwatch più bello di sempre. La versione che abbiamo ricevuto in prova ha il nome in codice Galileo-L21E e si tratta nello specifico del modello con cassa in acciaio inossidabile e cinturino in pelle marrone. La cassa cattura tantissime ditate ma, con la giusta cura, fa davvero una bellissima figura. Il retro in ceramica è liscio sulla pelle e proteggerà l’orologio dal riempirsi di graffi a forza di essere appoggiato sulla basetta per la ricarica.

Il design dalle linee morbide richiama da vicino quello di un orologio classico ma allo stesso tempo include elementi moderni. A prima vista potrebbe sembrare uno strano mix tra un Galaxy Watch Active 2 e un Apple Watch, andando a migliorare nell’unica caratteristica di quest’ultimo che non sono mai riuscito a sopportare: Huawei Watch 3 ha infatti una forma tonda invece che quadrata (esattamente come un vero orologio dovrebbe essere N.d.R.).

Nel caso il cinturino in vera pelle non fosse di vostro gradimento, anche se è davvero di alta qualità e la sua chiusura sul polso è regolabile finemente, potrete sempre sostituirlo con qualsiasi cinturino standard da 22mm di vostro gradimento.

Huawei Watch 3 non è il prodotto da polso più leggero e sottile che ci sia passato tra le mani, tuttavia la quantità di tecnologia al suo interno ne giustifica le dimensioni. Nonostante io abbia un polso abbastanza sottile lo smartwatch non è mai sembrato eccessivamente grande. Il peso senza cinturino è di 54g, si farà certamente sentire se non siete abituati a tenere al polso un qualsiasi orologio.

La costruzione di questo prodotto è impeccabile, è davvero incredibile il livello di qualità che l’azienda è riuscita a raggiungere negli anni. Sono pochi i prodotti in circolazione paragonabili. Nonostante le aperture dedicate a speaker e microfoni, Watch 3 è resistente all’ingresso di acqua fino a 50 metri o 5ATM.

Sul lato destro trova posto una corona girevole digitale che funge anche da tasto per la navigazione nel sistema, sotto di essa un secondo pulsante riprogrammabile. La vibrazione che accompagna la rotazione della corona è molto piacevole anche se ancora non raggiunge il livello di feedback di quella di Apple Watch. Generalmente la vibrazione per le notifiche è abbastanza secca e richiama facilmente l’attenzione di chi indossa l’orologio.

Configurazione hardware

Il display, protetto da un vetro curvo ai bordi che facilità le gesture di navigazione nel software e dona all’orologio un look più pregiato, è realizzato con un pannello AMOLED da 1,43″ dalla risoluzione di risoluzione 466×466 pixel, abbastanza per rendere qualsiasi immagine, icona o testo molto nitidi. La luminosità massima di ben 1000 nit rende Huawei Watch 3 leggibile in ogni situazione.

Huawei permette l’attivazione della funzionalità Always-on Display e dell’accensione del display alla rotazione del polso. Funzionano entrambe molto bene ma aumentano davvero considerevolmente il consumo della batteria, molto più che su altri prodotti concorrenti secondo quanto ho potuto verificare. Probabilmente si tratta di una questione di giovinezza del software che può essere risolta con un aggiornamento, ma ad oggi il problema c’è e non va mai comprato un prodotto basandosi su un potenziale aggiornamento futuro.

All’interno dello smartwatch è installato un chip HiSilicon Hi6262 assieme a 2GB di RAM, più che sufficienti per HarmonyOS a differenza dei prodotti WearOS, e 16GB di memoria interna per tutte le vostre app e tracce musicali.

Il chip permette di sfruttare la connettività Bluetooth 5.2 per il collegamento allo smartphone, il Wi-Fi, il GPS per gli allenamenti all’aperto, l’NFC (anche se non è presente al momento nel nostro Paese alcuna funzione per i pagamenti) e persino una eSIM per chiamate e connettività internet 4G LTE. In pratica Huawei Watch 3 è perfettamente in grado di funzionare in maniera completamente autonoma, a patto che per la prima configurazione abbiate a disposizione uno smartphone compatibile.

Oltre alla completa suite di connettività trovano posto tutti i sensori che vi aspettereste da uno smartwatch moderno top di gamma, e forse persino qualcuno in più! Troviamo accelerometro, giroscopio, bussola, altimetro (sensore della pressione atmosferica), un cardiofrequenzimetro in grado di stimare anche l’ossigenazione del sangue SpO2 e un nuovo termometro per la temperatura cutanea, davvero interessante ma che ho trovato un po’ impreciso.

Speaker e microfono vi permetteranno di ricevere ed effettuare chiamate dal polso e interagire con l’assistente vocale Huawei Assistant. Lo smartwatch ha sempre recepito bene i nostri comandi, durante le chiamate gli interlocutori ci hanno confermato la qualità dei microfoni, e lo speaker di buona qualità ha un volume molto alto. Via software è persino possibile avviare una procedura di espulsione dei liquidi dai fori per l’altoparlante, esattamente come sul prodotto Apple concorrente.

Autonomia

Huawei per il suo smartwatch non-Pro promette 3 giorni di utilizzo con connettività 4G attiva e 14gg se attivata la modalità di risparmio energetico. La mia esperienza purtroppo non è stata così piacevole e, nonostante avessi sempre l’orologio connesso allo smartphone e nessuna eSIM installata, non sono riuscito a raggiungere più di due giorni di utilizzo con Always-on Display attivo, funzione per me imprescindibile su uno smartwatch.

L’azienda può sicuramente ancora ottimizzare l’orologio per migliorarne l’autonomia, comunque sia sappiate che al momento la cella da 450mAh non permette a questo concentrato di tecnologia di superare i due giorni di utilizzo. La fluidità, la velocità e la completezza di funzioni e dotazione hardware hanno tutti il loro suo peso sulla resistenza.

La basetta di ricarica wireless è in grado di ricaricare l’orologio a 10W e la connessione magnetica tra essa e l’orologio è molto forte, è praticamente impossibile mancare la giusta posizione per la ricarica a differenza di RedMagic Watch che abbiamo provato di recente…

Un piccolo appunto da fare a Huawei: la basetta di ricarica non ha un cavo USB removibile, un deciso passo indietro rispetto a Watch GT 2 Pro che aveva un cavo standard USB Tipo-C sostituibile da collegare al caricatore. Nel caso doveste danneggiare il cavo, l’unica soluzione è cestinare l’intera basetta di ricarica e acquistarne una nuova.

Software

Ciò che però sicuramente tutti voi vorrete sapere è una cosa sola: com’è HarmonyOS? Innanzitutto non aspettatevi chissà quali novità grafiche rispetto ai wearable precedenti del brand: l’interfaccia è abbastanza standard e le varie icone, i grafici e altri elementi della UI sono ripresi dagli smartwatch che hanno preceduto questo.

Cambia l’elenco delle app, ora visualizzabile anche sotto forma di griglia zoomabile con la corona girevole, e sono state inserite delle trasparenze in alcuni elementi di sistema come le impostazioni rapide o il pannello delle notifiche.

A cambiare è però proprio il feeling. Sono state aggiunte moltissime animazioni, l’interfaccia e le app si muovono in perfetta armonia e fluidità, i 60fps sono praticamente sempre garantiti. Huawei ha fatto un lavoro egregio con la rifinitura di questo HarmonyOS 2.0.

È persino presente una schermata delle app recenti accessibile con un doppio click della corona, da lì si può passare tra le varie app aperte o chiuderle per risparmiare batteria. Una delle più grandi novità è la presenza di AppGallery in una versione pensata appositamente per gli orologi. Le app presenti si contano al momento sulle dita di una mano ma siamo sicuri il catalogo crescerà in fretta.

È quindi possibile scaricare nuove app e aggiornare quelle presenti sull’orologio in perfetta autonomia, indipendentemente dallo smartphone collegato. Parlando di collegamento allo smartphone, almeno per la prima configurazione l’azienda richiede l’utilizzo di un dispositivo dotato di Android 6.0+ oppure iOS 9.0+. Ovviamente immagino sia possibile utilizzare anche uno smartphone HarmonyOS 2.0.

L’assistente vocale chiamato Huawei Assistant ha una voce femminile che probabilmente può essere migliorata ma, salvo in alcuni casi particolari, risulta abbastanza naturale. La sua utilità è relativa se confrontato a Google Assistant o Siri ma siamo sicuri arriveranno funzionalità sempre più avanzate con il tempo. Le basi ci sono tutte e, quando chiediamo qualcosa che l’assistente è in grado di fare, l’orologio risponde in maniera immediata.

Il software di Huawei Watch 3 è quindi promosso quasi a pieni voti. Perché “quasi”? Purtroppo mi è capitato di trovare un paio di fastidiosi bug che potrebbero essere risolti presto ma che hanno un po’ minato l’altrimenti ottima esperienza utente con questo prodotto.

Anche disattivando la luminosità automatica e impostando un valore a mano, per esempio, l’orologio ad ogni spegnimento e riaccensione del display settava nuovamente il valore in base al sensore di luminosità ambientale.

Altro piccolo bug che ha colpito la mia unità è la disconnessione dalla rete internet: dopo una ricarica, utilizzando un Asus ZenFone 8 come smartphone collegato, le notifiche vengono sempre recapitate puntualmente sullo smartwatch ma da Watch 3 sembra impossibile accedere ad internet anche collegandosi direttamente con il Wi-Fi fino ad un riavvio di entrambi i dispositivi.

Ad ogni modo, se questo è l’inizio per HarmonyOS su smartwatch, sinceramente non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il futuro! Per quanto riguarda le funzionalità fitness Huawei Watch 3 non si discosta molto dagli altri smartwatch che l’hanno preceduto: un grande punto a suo favore, se chiedete al sottoscritto.

Sono presenti oltre 100 modalità di allenamento il rilevamento 24 ore su 24 della frequenza cardiaca, dell’ossigenazione del sangue e dello stress, con la nuova aggiunta del tracciamento continuo della temperatura corporea. Non mancano le funzionalità di sleep tracking anche se vista la durata della batteria minore rispetto ai modelli precedenti è più complicata da utilizzare a meno che non vi ricordiate di ricaricare l’orologio ogni due giorni e poi indossarlo nuovamente prima di andare a letto.

La visualizzazione dei dati è possibile direttamente dall’orologio, me se è di vostro interesse entrare nel dettaglio è l’applicazione Huawei Health sullo smartphone che dovete andare a guardare. L’applicazione è davvero ben realizzata, completa e funzionale.

Al momento della nostra prova la versione di Huawei Health disponibile sul Google Play Store non era ancora la più recente compatibile con l’accoppiamento a Watch 3 e siamo stati costretti a scaricare AppGallery per poi aggiornare l’applicazione da lì, problema che credo sarà già risolto per l’arrivo dell’orologio nei negozi.

Conclusioni

Huawei Watch 3 è uno smartwatch che mi è piaciuto tantissimo, uno tra i migliori se non addirittura il migliore che ho avuto modo di provare in tanti anni. È vero, qualche dettaglio da limare c’è ancora ma HarmonyOS mostra un livello di completezza e pulizia invidiabile.

Rispetto al precedente modello top, Huawei Watch GT 2 Pro, questo nuovo wearable è più completo e piacevole da utilizzare anche se la durata della batteria è sensibilmente diminuita. Certo, forse la variante Watch 3 Pro con quasi il doppio di capacità può fare di meglio, ma a seconda del modello scelto può costare da 50 euro a 150 euro in più del più costoso modello base già non economico.

Il Huawei Watch 3 Classic che abbiamo ricevuto in prova ha un cartellino del prezzo che non è per tutti: 399 euro. Se siete tuttavia alla ricerca di eleganza e potenza ma non volete un Apple Watch questo è praticamente il prodotto che si avvicina di più ad esso. È davvero da fare i complimenti a Huawei per essere riuscita a portare sul mercato un prodotto del genere nonostante le difficoltà che sta passando da un po’ di tempo a questa parte.

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