Nuova tempesta sul vaccino AstraZeneca per i casi di trombosi registrati in alcune giovani donne dopo gli open day organizzati a livello locale. Nel giorno del decesso della 18enne a Genova, il Comitato tecnico-scientifico sta perfezionando un nuovo parere – che sarà restrittivo rispetto alle indicazioni fornite finora – sull’uso del preparato sui giovani e che riguarderà forse anche un vaccino diverso per gli under in attesa di richiamo. La valutazione, ha anticipato Franco Locatelli a Porta a Porta, verrà comunicata venerdì. Intanto le Regioni continuano a muoversi in ordine sparso, tra chi mantiene gli open day e chi li cancella dopo i dubbi sollevati da sempre più esperti e chi, come la Sicilia, ha stoppato del tutto la somministrazione. Posizioni scaturite dopo che il Cts si è mosso per valutare una nuova strategia. A breve – ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri – si potrebbe giungere a una limitazione sotto i 30 o i 40 anni, “mentre una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio”. Il Corriere della Sera scrive che proprio quella dei 50 anni sarà la soglia prescelta, mentre secondo Repubblica l’idea è di “rinforzare” l’attuale raccomandazione dell’Aifa di usare AstraZeneca soltanto sugli over 60, rimuovendo le parole “in via preferenziale” per convincere le Regioni ad attenersi all’indicazione. Resta aperto il dibattito sulla possibilità di somministrare una dose diversa (cosiddetta ‘eterologa’) agli under 60 che hanno ricevuto la prima con Astrazeneca e sulla valutazione dei tempi del richiamo.

Locatelli: “Parere venerdì” – Ricordando che è noto come il vaccino possa “dare quei fenomeni di trombosi in sede inusuale associati a un abbassamento delle piastrine”, Franco Locatelli ha ricordato a Porta a Porta che è “già stata espressa una raccomandazione per un uso preferenziale nei soggetti oltre i 60 anni di età”, perché “lì il rapporto tra i benefici ed eventuali rischi era particolarmente favorevole”. Quindi ha sottolineato: “La valutazione del rapporto per le differenti fasce di età è anche condizionata dallo scenario epidemiologico – ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts – Si è aperta questa riflessione all’interno del Cts, anche confrontandoci con l’Aifa, nelle prossime ore, probabilmente domani, arriveremo a un parere che verrà opportunamente diffuso. Nessuno deve dubitare che vengano minimamente sottovalutati i segnali di allerta rispetto ai profili di sicurezza. Si tiene conto di tutte le variabili”.

La Sicilia ferma le vaccinazioni agli under 60 La Sicilia, tra le regioni che ha già organizzato open days e ne aveva altri in programma, ha deciso di sospendere in via cautelativa il ricorso al vaccino anglo-svedese per gli under 60 anni. Il provvedimento è stato adottato con una circolare del dirigente generale del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico ad interim della Regione Siciliana Mario La Rocca: “È una decisione presa in via cautelativa, così come fatto da altre Regioni – spiega – in attesa che il Cts decida al riguardo”.

La Liguria sospende un lotto L’azienda sanitaria regionale della Liguria, anche lei in via cautelativa, “ha dato indicazioni a tutte le sedi vaccinali di sospendere, fino a nuova indicazione, la somministrazione del lotto ABX1506 del vaccino AstraZeneca, se presente”, si legge in una nota diffusa dall’ente. “È in corso la ricognizione per verificare eventuali giacenze del lotto in questione nelle sedi vaccinali. Appena ricevuta la segnalazione delle due reazioni avverse, che riguardano le due giovani donne attualmente ricoverate” al Policlinico San Martino di Genova, “si è attivata la rete di farmacovigilanza e sono state inviate tempestivamente all’agenzia italiana del farmaco Aifa le segnalazioni. Il lotto interessato è stato quindi sospeso in via precauzionale”.

Astra-days: Campania annulla, Lazio avanti – La politica vaccinale, nel frattempo, resta molto discontinua tra un territorio e l’altro. L’Asl Napoli 2 ha revocato l’open day programmato per giovedì sera. “Gli open day con AstraZeneca sono bloccati. Abbiamo avuto ieri la riunione con i direttori generali. Non è che abbiamo avuto grandi problemi però è evidente che è per ragioni di prudenza”, ha detto il presidente della Campania, Vincenzo De Luca. “Le prime dosi andranno somministrate sopra i 60 anni soltanto, è una fascia d’età per cui non c’è stato nessun problema in nessuna parte del mondo”. Nel Lazio sono aperte da mercoledì le prenotazioni per un’“open week” over 18 di Astrazeneca con ticket virtuale. Altre Regioni invece hanno scelto di non proporre alcun “Astra-day”: ad esempio il Friuli-Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga e il Veneto di Luca Zaia, che ha rivendicato la scelta di non somministrare più i vaccini a vettore virale (Astrazeneca e J&J) sotto i 60 anni. Così anche la Sardegna: “Non usiamo AstraZeneca al di fuori delle fasce di età indicate dal ministero, nemmeno negli open day. Abbiamo sempre rispettato i protocolli. Dunque, non avremo bisogno di nuove limitazioni”, dice l’assessore alla Sanità Mario Nieddu.

Palù: “A decidere sarà il ministero” “Stiamo discutendo in queste ore, l’Aifa il suo parere l’ha dato, ieri ci siamo riuniti con il Cts, ma credo che adesso la responsabilità – sia del parere che della comunicazione – spetti al ministero della Salute. Noi abbiamo una regola di condotta e posso anticipare che su questo sarà il ministro a pieno titolo a dire quale sarà la decisione”. A dirlo è il presidente dell’Agenzia del farmaco, Giorgio Palù, intervenuto al Pharma Talk online dell’Academy Business School di Rcs. “Stiamo anche noi imparando, la scienza si adegua – ha spiegato -, non è scienza quello che non è falsificabile, come diceva Popper, quindi dobbiamo aggiustare le nostre conoscenze sulla base delle evidenze. Oggi siamo in una fase di bassa prevalenza dell’infezione, per cui dobbiamo commisurare i rischi e i benefici a questa fase”. In ogni caso, rassicura durante lo stesso appuntamento l’altro sottosegretario di Roberto Speranza, Andrea Costa, “dobbiamo essere tranquilli e sereni perché l’80% dei vaccini che arriveranno” da questo momento in poi “saranno vaccini a mRna“.

Rasi: “Fughe in avanti delle Regioni inopportune” “Sulla base dei dati riferiti al Regno Unito pubblicati su Science ad aprile, è emerso che il rischio di complicazioni gravi di questo vaccino, come la trombosi associata a trombocitopenia, tra i 20 e 29 anni era di 1,1 per 100mila, mentre il rischio di avere una forma grave di Covid per quella fascia d’età va da 0,8 a 6,9 per 100mila“, spiega l’immunologo Giuseppe Remuzzi. Ecco perché l’Ema “ha scelto di non sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età, lasciando la decisione ai singoli Stati, in base alle loro esigenze”. L’Italia aveva deciso di aggiornare il bugiardino e gli avvisi raccomandati dall’Ema, consigliando il vaccino sopra i 60 anni d’età “sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate”. E Guido Rasi, l’ex direttore dell’Agenzia europea per il farmaco, intervistato dalla Stampa dice che lo stop per i giovani potrebbe arrivare “per AstraZeneca e non per Johnson&Johnson, che usa un vettore diverso e non ha fatto registrare quel tipo di eventi trombotici”. E qualche ora dopo, a Sky Tg24, dice la propria anche sugli open day: “Queste fughe in avanti delle autorità locali sono sempre poco opportune perché poi si è visto, ma si sapeva già, che l’Ema aveva detto molto chiaramente in quali situazioni il beneficio supera il rischio. Forse la stessa Aifa avrebbe dovuto essere più perentoria – ammette – e dire “sotto i 40 o sotto i 50 assolutamente no“. Sia chiaro: un mese fa era giustissimo farlo, oggi non più”.

Crisanti: “Il Cts era stato informato?” – Il microbiologo Andrea Crisanti, professore dell’Università di Padova, dopo la morte della 18enne genovese, si è detto “sorpreso” dal fatto che dopo le raccomandazioni per gli over 60, “improvvisamente si fanno queste iniziative” di open day “che sono poi di fatto in contrasto con le indicazioni. Mi chiedo: ma c’è una regola in questo Paese o no?”, ha detto. “C’era stata – aggiunge – la comunicazione chiara. Perché i vaccini sopra i 60 anni, AstraZeneca, sono stati distribuiti ai giovani, sapendo che c’era questo rischio quando c’è a disposizione un’alternativa che è Pfizer? Ma questa è la Repubblica delle banane? Io rimango sconcertato. Qui il primo che si sveglia decide di fare gli open day per i ragazzi… Il Cts è stato informato preventivamente? Hanno chiesto il parere agli esperti?”.

Ipotesi terza dose Ancora Repubblica riferisce che il ministero alla Salute ha iniziato a lavorare al piano per la terza dose del vaccino anti Covid, da somministrare esclusivamente con vaccino Pfizer. L’idea è di farla a quei venti milioni di italiani che rischiano di più se si ammalano di Covid: gli anziani over 60-65, i fragili e coloro che sono a contatto con queste persone (cioè gli operatori sanitari) nonché i lavoratori essenziali come le forze dell’ordine.

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