Esattamente 21 anni fa, il 6 giugno 2000, fu uccisa a colpi di pietra e con 19 coltellate da tre ragazze minorenni in un rituale satanico. Oggi suor Maria Laura Mainetti è stata proclamata beata, a nome di Papa Francesco, dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. La celebrazione si è svolta nello Stadio comunale di Chiavenna, in provincia di Sondrio, dove la religiosa fu uccisa. La Santa Sede ha riconosciuto che quello di suor Maria Laura, morta all’età di 61 anni, è stato martirio in odium fidei. Le tre ragazze, infatti, avevano progettato di sacrificare al demonio una persona consacrata. E così attirarono la religiosa con un inganno, di sera, in un luogo poco frequentato della città.

Una di loro telefonò al convento di suor Maria Laura dicendole che era rimasta incinta dopo essere stata abusata, per questo voleva abortire e aveva bisogno di aiuto. La religiosa, che ha dedicato tutta la sua vita ai giovani, si recò subito sul luogo dell’appuntamento dove fu uccisa. Mentre moriva ebbe la forza di perdonare le sue assassine. Oggi tutte e tre sono libere già da diverso tempo dopo aver scontato circa la metà delle pene alle quali sono state condannate. Agli investigatori le tre ragazze dissero di aver commesso l’omicidio nel nome di Satana e, molto tempo dopo, una di loro raccontò che il delitto fu deciso per noia davanti a una birra nel bar del paese. Bergoglio ha sottolineato che “proprio lei che amava i giovani più di ogni cosa, e ha amato e perdonato quelle stesse ragazze prigioniere del male, ci lascia il suo programma di vita: fare ogni piccola cosa con fede, amore ed entusiasmo”.

La storia di suor Maria Laura, al secolo Teresina Elsa, è molto semplice. Era nata a Colico, in provincia di Lecco, il 20 agosto 1939. Rimasta orfana di madre, si prese cura di lei la seconda moglie del padre. Nel 1950 iniziò un periodo di aspirantato tra le Figlie della croce e, nel 1957, entrò nel postulantato a Roma. Concluso il noviziato, il 15 agosto 1959 emise la professione temporanea e, il 25 agosto 1964, quella perpetua. Fu insegnante, educatrice di molti giovani e studentesse e punto di riferimento spirituale per tante persone.

Il cardinale Semeraro ha ricordato l’impegno di suor Maria Laura: “Bambini e giovani, ammalati e anziani, adulti e persone in difficoltà: lei c’era sempre, sorridente e discreta. Insegna, educa, catechizza, visita; è accanto soprattutto ai giovani che vivono momenti difficili e che lei considerava tra i più poveri perché facilmente influenzabili perché disorientati, sradicati, fragili, plagiati. Lei ha creduto nei giovani fino a dare la vita per loro. La sua era una vera pedagogia efficace perché non perdeva occasione per conoscere il mondo dei giovani, il loro linguaggio, la loro cultura. Fra le tante testimonianze degli stessi giovani, a questo riguardo, eccone una: ‘In un periodo tremendo in cui non avevo famiglia, lei è stata l’unica persona che mi ha amato, accudito. Ha passato le notti accanto al mio letto, mentre piangevo disperata, non mi ha mai abbandonata, ha creduto in me’. Suor Maria Laura è vero modello di verità incarnata e, con la beatificazione, è qualcuno a cui rivolgersi, con fiducia e confidenza”.

Twitter: @FrancescoGrana

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