Brusca certamente suscita disgusto, ma ha svelato decine di omicidi, ha fatto arrestare decine di persone che altrimenti sarebbero libere e starebbero ancora sparando. L’etica non c’entra niente. Trovo ipocrita e demagogica questa indignazione non solo da parte della politica, ma anche da parte di tanti comunicatori, che, a differenza delle persone comuni, le cose le sanno perché leggono i giornali”. Sono le parole del direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, ospite de “L’aria che tira” (La7), a proposito delle polemiche sulla scarcerazione di Giovanni Brusca e sul ruolo dei collaboratori di giustizia.

Gomez puntualizza: “Informo tutti che la guerra contro la mafia è ancora in corso: abbiamo in Italia quattro regioni con alcune zone controllate da organizzazioni criminali di Cosa Nostra, ‘ndrangheta, camorra, abbiamo infiltrazioni ovunque al Nord, abbiamo ogni anno operazioni con centinaia di arresti. E parte di queste operazioni si basano proprio sul contributo dei collaboratori di giustizia”.

E spiega: “La domanda che ci dobbiamo fare, in realtà, è un’altra. Ci sono state due recenti sentenze, l’ultima delle quali è della Corte Costituzionale, che ha dato un anno di tempo al Parlamento perché facesse una norma per permettere in qualche modo ai mafiosi stragisti non pentiti di avere diritto alla libertà anticipata. Secondo i giudici della Consulta, non è vero che per uscire dalla mafia bisogna parlare e quindi recidere i legami, perché ci possono essere dei casi in cui una persona è redenta senza aver parlato, pur avendo fatto le stragi, e quindi – conclude – bisogna valutare se dopo 26 anni, come avviene per ogni altro ergastolano, si può concederle la semilibertà o altro. Nessuno ha detto niente. Perché per molti politici il vero problema dei pentiti è che hanno parlato. Qua siamo a un passo dalla liberazione dei fratelli Graviano e di Bagarella che non hanno mai detto una parola. E la politica è stata zitta e ora parla di Brusca? Ma andate a quel paese, per favore”.

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