La vicenda è semplice come tutte le assurde storie di ordinario sessismo cui siamo tristemente abituati. Un uomo, in questo caso distinto e con posizione di rango nell’organizzazione di una nota manifestazione, si avvicina a una donna e le dice quello che a nessun uomo si sarebbe mai sognato di dire: tu, donna, non puoi fare qualcosa. Così, senza un perché diverso dal fatto di essere donna.

Secondo i racconti della coraggiosa Aurora Leone, lunedì sera mentre era con Ciro Priello alla cena ufficiale della vigilia della partita in programma stasera all’Allianz Stadium di Torino tra la Nazionale Cantanti e la squadra dei Campioni per la Ricerca, il direttore generale della squadra degli artisti Gianluca Pecchini si rivolge ad entrambi invitandoli ad alzarsi e ad allontanarsi dal tavolo della squadra. Il motivo? Aurora, in quanto donna, secondo il dirigente non deve di certo giocare. Il “suo posto” secondo Pecchini è quindi unicamente al “tavolo delle donne” (che persino a scriverlo mi fa combattere tra la voglia di piegarmi dalle risate e farmi venire un attacco di ira).

La scena, confermata anche da alcuni testimoni, prosegue con le legittime proteste della Leone che spiega come non sia un’accompagnatrice, ma una convocata. E qui, in barba alle peggiori performance fantozziane, non solo il protagonista della cacciata non si rende conto del guaio che sta combinando, ma rincara la dose, perché ai due viene persino impedito di entrare nell’hotel per fare il check out. Insomma, nemmeno Eva dopo aver preso la mela era stata trattata così. E a dire il vero, nemmeno Adamo.

Così, nell’incredulità generale, sulla manifestazione sportiva di beneficenza più imponente legata al calcio e alla ricerca, la partita del “ci vogliamo tutti bene” nel nome della nobile battaglia contro il cancro, accade che piova inesorabile un’unanime accusa di sessismo. Giustamente, a difesa di quanto fatto finora, si è alzata qualche voce tra i grandi artisti che da sempre ci mettono la faccia.

Uno di questi è Eros Ramazzotti che minaccia di non scendere in campo e non usa mezzi termini per stigmatizzare l’accaduto. E nelle sue parole c’è forse l’unica nota positiva di questa storia: ad indignarsi sui social sono una marea di uomini. I commenti sono quasi tutti nella stessa direzione: non se ne può davvero più di questa cultura vecchia e anche patetica. Forse una svolta epocale è davvero alle porte.

Tuttavia, tornando all’episodio in sè, il danno compiuto è enorme e per rimettere le cose a posto non sarebbero bastate le scuse e l’aver circoscritto ai responsabili la pessima uscita. Arrivano le dimissioni di Pecchini, pare al termine di un’infuocata riunione della dirigenza della Nazionale Cantanti: di fatto, l’unica strada possibile per chi ha offeso Aurora, Ciro e con loro tutto il genere femminile e lo sport.

È sicuramente pesante e mai piacevole quando qualcuno ci rimette il lavoro, ma in tutta onestà, davanti a scene così odiose per chi le subisce e simbolicamente devastanti per chi ne viene a conoscenza, non ci si può limitare a un “ho sbagliato”. Il prezzo c’è e le donne finora lo hanno pagato al posto di chi le offendeva. Se davvero vogliamo cambiare la storia, è giusto cambiare le reazioni e fare un po’ di sana pedagogia del rispetto.

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