A scuola di monopattino. Se fino a qualche anno fa la preoccupazione delle istituzioni era quella di educare i ragazzi all’uso dello scooter ora si pensa a insegnare ai più giovani ad adoperare il monopattino rispettando le regole. A lanciare l’iniziativa sono il Consiglio nazionale economia e lavoro, il ministero dell’Istruzione e la Polizia di Stato che di fronte al boom di adolescenti che usano questo mezzo per spostarsi da un lato all’altro della città, hanno pensato di unirsi per lanciare una campagna d’informazione.

I tre hanno realizzato un video educational quale strumento informativo rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, principali utilizzatori di questo nuovo mezzo di trasporto. Lo “spot” che verrà anche diffuso sui canali Rai grazie alla collaborazione di Rai per il Sociale, è accompagnato da una sintesi a cura della Polizia Stradale sulla normativa vigente relativa all’uso corretto del monopattino elettrico.

Spesso, infatti, i ragazzi non lo sanno ma per guidarlo è necessario avere 14 anni; i minori devono indossare il casco obbligatorio; si può circolare solo dove è consentito il passaggio delle biciclette e il limite di velocità è di 25 chilometri orari sulla carreggiata e sei chilometri orari nelle zone pedonali.

Non solo: le telefonate sono consentite solo con auricolare ed è obbligatorio indossare il giubbotto retroriflettente nelle ore notturne. Infine è vietato trasportare persone, cose o animali mentre è possibile portare uno zaino sulle spalle.

“Il monopattino elettrico – spiegano i promotori dell’iniziativa – si sta diffondendo e può diventare strumento di mobilità ecologica e sostenibile, soprattutto per piccoli spostamenti urbani. Tuttavia, la prudenza e la conoscenza delle norme sono fondamentali, perché, nonostante la sua fruibilità, si tratta di un mezzo di trasporto che può avere profili di pericolosità superiori a quelli di automobili, motociclette e biciclette”.

D’altro canto secondo i dati elaborati dall’Osservatorio monopattini, la principale causa di sinistro è la caduta autonoma dovuta a ribaltamento senza urto contro ostacoli fissi: “Su questo aspetto, sicuramente, incidono sia la distrazione – molti gli utenti che usano il cellulare alla guida anche per fare i selfie – sia l’inesperienza del guidatore, spesso giovanissimo, così come la manutenzione stradale di molte arterie cittadine, con buche ed avvallamenti che non facilitano l’utilizzo di un veicolo con ruote molto piccole, specie nei centri storici”.

Seguono gli scontri frontali e laterali, spesso agli incroci, dove non vengono rispettate le precedenze, e gli scontri contro ostacoli fissi. La regione in cui sono avvenuti gli incidenti più numerosi e gravi (56) è la Lombardia, con Milano in testa alla classifica tra le metropoli: nel capoluogo lombardo l’altissimo utilizzo di mezzi in sharing da parte dei cittadini ha il suo peso sulla percentuale complessiva.

Il Piemonte è al secondo posto con 14 incidenti gravi e Torino capofila; 13 nel Lazio, quasi tutti avvenuti a Roma, dove la situazione nei mesi post lockdown è stata particolarmente difficile.

In questi giorni è in corso anche il dibattito relativo all’inasprimento del quadro normativo vigente che deve comunque, ad avviso dei proponenti, essere sempre accompagnato da una capillare attività di formazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione dei giovani.

La campagna informativa anticipa l’inserimento del video sulla piattaforma “Edustrada” dal prossimo mese di settembre, come parte dell’offerta formativa del ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2021-2022 e quale utile spunto di riflessione per i ragazzi e supporto per l’insegnamento da parte del corpo docente.

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