Salute, lavoro, economia, multilateralismo, democrazia partecipativa. In occasione della Conferenza sul Futuro dell’Europa – e “a distanza di quasi 14 anni dalla firma del Trattato di Lisbona” – l’ex premier Giuseppe Conte scrive al Corriere della Sera e lancia una proposta articolata in cinque punti. Il capo politico in pectore del M5s li ha ribattezzati “cinque stelle europee” per un nuovo “Umanesimo europeo“, che “abbia al centro la dignità della persona, e ci restituisca il senso di un progetto comune, che non sia solo uno spazio economico condiviso, ma una ricca e articolata comunità di valori, con chiari e ambiziosi obiettivi comuni”. Un intervento che sembra somigliare a una sorta di programma in ambito comunitario del nuovo Movimento guidato da Conte.

La Sanità – “Dobbiamo rafforzare le competenze e gli strumenti dell’Ue in ambito sanitario“, scrive l’ex premier, con “investimenti comuni e alla cooperazione nell’ambito della ricerca scientifica”. Conte definisce come “interessante” il progetto “di una nuova Agenzia europea per la ricerca biomedica avanzata, ma bisogna puntare più decisamente agli investimenti comuni e alla cooperazione nell’ambito della ricerca scientifica, anche in vista di una maggiore sicurezza alimentare, allargando le frontiere dell’innovazione, della telemedicina, della prevenzione. La salute deve essere tutelata nello stesso modo in ogni angolo dei nostri territori”.

Il lavoro – L’ex premier chiede poi “un’Europa sociale per rafforzare i diritti e sconfiggere le diseguaglianze”. “In Europa lo sfruttamento dei lavoratori più deboli, con taglio dei diritti e dei salari al fine di guadagnare competitività, è ancora una pratica molto diffusa – argomenta – Nell’ultimo decennio i lavoratori sotto la soglia di povertà sono aumentati del 12% in Europa, e tale tendenza sta subendo una vertiginosa accelerazione a causa della pandemia”. Per questo motivo Conte punta “all’istituzione di un salario minimo europeo” che sarebbe “solo il primo passo”: si punti a “un vero pilastro sociale europeo, ambizioso e vincolante, che renda strutturale il sostegno agli ammortizzatori sociali nazionali, sulla scorta di quanto realizzato con lo strumento Sure”.

L’economia – In ambito economico, per Conte, “dobbiamo superare le rigide regole del Fiscal Compact, introducendo lo scorporo degli investimenti nel green, nella ricerca, nell’istruzione e nella cultura dal pareggio di bilancio” e “voltiamo pagina anche sul voto all’unanimità nelle politiche fiscali, in modo da pervenire a un bilancio pluriennale europeo all’altezza delle nostre ambizioni e a una fiscalità europea equa e giusta, che possa sanare le attuali asimmetrie che generano indebiti vantaggi competitivi. Solo così potremo riconciliare definitivamente economia ed ecologia”.

La politica estera e la democrazia partecipativa – In politica estera, l’Ue “deve privilegiare l’azione multilaterale e la cooperazione euro-atlantica, ma deve essere in grado di poter agire, quando necessario, anche in via autonoma”. Infine, le proposte per un’Europa più trasparente e inclusiva, con al centro il Parlamento, ma anche potenziano l’attuale Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) in modo da trasformarla in una vera iniziativa legislativa europea popolare, con la quale i cittadini potranno avanzare proposte da calendarizzare obbligatoriamente in discussione per una prima lettura al Parlamento europeo. “L’Europa – continua l’ex premier – deve poter affrontare e rimuovere le cause profonde che generano i fenomeni migratori nei Paesi di origine e di transito, dotandosi di un sistema di asilo comune, in modo da superare i meccanismi del regolamento di Dublino in senso genuinamente solidale. Vogliamo un’Europa protagonista di una stagione di riforme anche nella governance globale in sede Onu e Omc. Un’Europa partecipata per un futuro trasparente e inclusivo”.

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