Bruno Conti col sinistro mette in area un buon pallone, Roberto Pruzzo la tocca di testa per “Ramon” Turone che la scaraventa, anche lui di testa, alle spalle di Dino Zoff. La Roma ha un punto in meno della Juventus e con una vittoria la scavalcherebbe in classifica, quando mancano solo due giornate alla fine del campionato. Il guardalinee Giuliano Sancini alza la bandierina, per segnalare il fuorigioco all’arbitro Paolo Bergamo, che infatti annulla il gol. Juventus-Roma del 10 maggio 1981 finisce 0-0 e i bianconeri di Trapattoni vinceranno lo scudetto. Inizia una polemica in tv, nelle radio e tra i tifosi sul misterioso gol di Turone che ancora non è stata risolta quarant’anni dopo, se non nei bar giallorossi e in quelli bianconeri con risultati opposti.

Sancini aveva arbitrato in B e soprattutto in C senza mai esordire nella massima serie. Inizia a fare il guardalinee e per un anno e mezzo fa l’assistente a Bergamo nelle principali partite di A. Classe 1939, oggi continua a gestire con la famiglia uno storico negozio in centro a Bologna. “Era fuorigioco – dice a Ilfattoquotidiano.it – non ho cambiato idea, in ogni caso ho scelto così in quel momento e non si può tornare indietro. Non mi sono mai pentito della decisione. Dopo il match incrociai il presidente Viola, che mi fece notare molto tranquillamente che la Roma con la vittoria avrebbe vinto lo scudetto, ma la cosa finì subito lì. A me dispiacque per i giallorossi, per me Roma e Juve sono uguali. Gli arbitri non tifano, ma oggi se vince il Bologna mi fa piacere”.

La sera del 10 maggio 1981, alla Domenica Sportiva, Carlo Sassi, che la moviola in tv l’aveva inventata anni prima, lascia intendere che la decisione dell’arbitro (e del guardalinee) fosse corretta e che il gol fosse dunque da annullare. Il regolamento dell’epoca considera in fuorigioco anche un giocatore in linea con il penultimo difendente, che in questo caso è Cesare Prandelli. Sassi però non si sbilancia: “La posizione di Turone è indecifrabile anche perché la prospettiva non ci consente una valutazione esatta”. Continua: “Valutazione molto molto difficile, anzi direi impossibile da stabilire anche guardando in moviola”.

A febbraio dell’anno successivo Sancini dà le dimissioni da guardalinee. Il gol di Turone non c’entra niente. “Ero stato arbitro internazionale di hockey su prato, uno dei migliori in Italia anche perché grazie al calcio ero sempre in forma fisica perfetta. Avevo arbitrato all’estero davanti a 50mila persone. Mi chiesero di diventare presidente e designatore degli arbitri e accettai”. A metà Anni Ottanta nasce il Telebeam che partendo dalle immagini televisive ricostruisce graficamente le azioni di gioco al computer. Nel 1986 in uno studio romano della Rai l’analisi dà un verdetto diverso rispetto alla decisione arbitrale e alla moviola di Sassi. Per pochi centimetri il gol è buono.

Nel 2013 in una trasmissione di Radio Rai Carlo Sassi sembra però più sicuro di 32 anni prima: “Turone era oltre la linea di Prandelli. Però a Roma con un marchingegno particolare dimostrano che non era in fuorigioco, il che non era vero”. “Turone era in fuorigioco”, conclude. Gli risponde il collega Gianfranco De Laurentiis, il Telebeam è nato in pratica con lui: “Io non c’entro niente con la presunta manipolazione della moviola del gol di Turone. Non fui io a fare quella proiezione in tv. Quel giorno io ero in montagna. Il Telebeam poteva essere manipolabile? Tutto è manipolabile dipende dall’inquadratura, dal fotogramma. Ma non credo sia stato manipolato”.

E quindi? Era valido il gol di Turone? Ognuno ha la sua verità. Visto su Youtube sembra possa essere regolare, allora dalla tribuna stampa alla maggioranza dei giornalisti presenti non sembrò un errore annullare il gol. Sancini oggi continua a seguire il calcio in tv. È stata la sua bandierina alzata a trasformare il calcio giocato in un calcio soprattutto parlato. Il Processo del Lunedì aveva già iniziato le sue trasmissioni, ma Aldo Biscardi e le sue battaglie per la moviola, anche in campo, arrivarono poco dopo. “Allora prendevamo poche decine di migliaia di lire di diaria e con quei soldi mi pagavo le spese e compravo le divise, che Bergamo voleva di seta nera. Non c’era il Var – conclude Sancini – oggi è più comodo perché gli arbitri vengono corretti. Io sono sicuro che anche per il Var il gol di Turone sarebbe stato fuorigioco”.

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