Smagrito, il volto emaciato, i capelli rasati quasi a zero. Alexei Navalny è apparso così in tribunale nella giornata di ieri, tramite un collegamento video durante l’appello contro la condanna per diffamazione imposta a febbraio per aver insultato un veterano della seconda guerra mondiale. L’oppositore russo era alla prima apparizione pubblica dopo il lungo sciopero della fame interrotto solo la settimana scorsa su richiesta dei suoi medici curanti. Il rivale numero uno di Putin si trova nella colonia penale di Pokrov, dove è rinchiuso. “Ieri mi hanno portato in sauna per farmi avere un aspetto decente. C’era uno specchio lì, mi sono guardato: sono un terribile scheletro”, ha detto alla moglie Yulia durante una pausa del processo. “Peso 72 chili come in seconda media”.

Navalny ha digiunato per 24 giorni chiedendo di essere curato per i forti dolori alla schiena che accusa da tempo e per l’intorpidimento di braccia e gambe che potrebbero essere la conseguenza di una doppia ernia discale. Ieri è apparso provato fisicamente, con addosso una divisa da carcerato che non riusciva a nasconderne la magrezza. Poco prima, il suo braccio destro, Leonid Volkov, aveva annunciato lo scioglimento della rete degli uffici dell’oppositore. “Purtroppo lavorare in tali condizioni è impossibile”, ha spiegato Volkov in un video. Qualche giorno fa la procura di Mosca ha infatti ordinato di sospendere le attività degli oltre 35 uffici regionali di Navalny sparsi per la Russia. Una misura che si ricollega al processo che vede gli uffici di Navalny e il Fondo Anticorruzione dell’oppositore accusati di “estremismo” dalla procura: imputazioni che molti ritengono di matrice politica e volte in realtà a soffocare il dissenso, ma che potrebbero costare agli attivisti seri guai con la giustizia russa.
Come prevedibile, il tribunale ha emesso una sentenza sfavorevole a Navalny. La corte ha infatti respinto l’appello dell’oppositore contro la multa di 9.500 euro inflittagli perché ritenuto colpevole della diffamazione. Il dissidente era stato querelato per un tweet nel quale si è scagliato contro un video filo-Cremlino che promuoveva la riforma che ha cancellato il limite di due mandati presidenziali consecutivi per Putin. Navalny ha chiamato “traditori” tutti quelli che hanno partecipato al filmato, tra loro però c’era anche, appunto, un veterano di 94 anni. Offendere una persona che ha combattuto contro gli invasori nazisti è inaccettabile in Russia, e secondo Navalny il processo è una mossa delle autorità per screditarlo, anche se le sue parole non erano rivolte direttamente al veterano.

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