Erano scomparsi dopo un attacco avvenuto lunedì tra Fada Ngourma e Pama, nel sud del Burkina Faso. E oggi è arrivata la notizia che il giornalista David Beriáin (nella foto) e il cameraman Roberto Fraile, entrambi spagnoli, e l’irlandese Rory Young, cofondatore e presidente di un’associazione anti-bracconaggio chiamata Chengeta, sono stati uccisi. Risulta invece ancora disperso un cittadino burkinabé che era con loro a bordo del convoglio anti-bracconaggio. A riferire la morte dei due cittadini spagnoli la ministra degli Esteri di Madrid, Arancha González. Manca la conferma ufficiale del Paese africano, ma secondo quanto scrive El Pais diverse fonti locali hanno confermato alle agenzie Reuters e Afp la morte dei due reporter. E anche il premier spagnolo Pedro Sanchez ha espresso il suo cordoglio alle famiglie delle vittime.

Incerta al momento l’identità dei rapitori, ha specificato il governo del Burkina Faso, anche se senza dubbio si tratta di “terroristi” e si esclude possa trattarsi di bracconieri che “difficilmente avrebbero attaccato una scorta armata”. L’acronimo “Jnim” in cui si riconoscono gli uomini che parlano in un audio di rivendicazione segnalato dall’account twitter “Sahel Security Alerts” corrisponde al “Nusrat al-Islam wal-Muslimin” (l’organizzazione qaedista “Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani”). In ambienti qualificati del Burkina circolano informazioni sul coinvolgimento nell’attacco anche di “uno svizzero” sopravvissuto indenne anche se non evocato nel comunicato del ministero.

Il lavoro di Beriáin e Fraile in Burkina FasoBeriáin, 43 anni, era conosciuto in particolare come autore delle inchieste de “Il mondo dei narcos”, programma tv sui cartelli della droga dell’America latina, e presentatore del programma televisivo ‘Clandestino’, trasmesso anche in Italia, che affrontava il tema della criminalità organizzata in diverse parti del mondo. Per un reportage sulla ‘ndrangheta, mandato in onda nel novembre del 2019, la Procura di Milano lo aveva indagato per il sospetto che si trattasse di un fake. “Sono stati uccisi mentre preparavano uno dei loro grandi reportage sulla preservazione della natura”, ha scritto la ong Reporter Senza Frontiere su Twitter. Entrambi avevano lavorato a lungo in zone di conflitto.

Beriáin stava lavorando insieme a Roberto Fraile, 47 anni, a un documentario su come le autorità del Burkina Faso stiano affrontando il problema del bracconaggio e sulle comunità di persone che vivono nel parco nazionale. Dopo una vita dedicata alla produzione di documentari incisivi su conflitti armati, gruppi violenti e trafficanti che hanno portato Beriáin in tutto il mondo, il giornalista esperto e sua moglie gestivano una casa di produzione con sede a Madrid. Fraile, padre di due figli, aveva coperto diversi conflitti come cameraman freelance, inclusa la guerra decennale in Siria. Nel 2012 è sopravvissuto a un attacco nella città siriana di Aleppo in cui è stato ferito da schegge al bacino. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato le condoglianze ai parenti e agli amici dei giornalisti in un tweet: “Il nostro apprezzamento va a coloro che, come loro, svolgono quotidianamente un giornalismo coraggioso ed essenziale dalle zone di conflitto”, ha scritto.

In precedenza fonti del ministero degli Esteri di Madrid avevano confermato ad ‘Europa Press’ che due cittadini spagnoli erano stati rapiti durante un attacco e che l’ambasciata di Spagna in Mali, che è quella accreditata nel Burkina Faso, era in stretto contatto con le famiglie dei due dispersi. Fonti della sicurezza, citate dal portale di notizie Infowakat, avevano indicato che l’attacco avvenuto nei pressi di Pama era stato condotto da persone armate, non identificate, contro una pattuglia dell’unità anti-bracconaggio e aveva provocato tre feriti e quattro dispersi, tra cui un membro delle forze di sicurezza. Il convoglio attaccato, continua El Pais, era composto da due pick up e da una ventina di moto a bordo delle quali c’erano giornalisti, attivisti ambientali e uomini della sicurezza. I due spagnoli erano scesi da uno dei pick up per effettuare alcune riprese e foto con un drone quando gli uomini armati hanno attaccato il convoglio.

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