I dipendenti di Alitalia non prendono “lo stipendio in tempo ed è una situazione tragica”. Non usa giri di parole l’amministratore delegato Fabio Lazzerini, in audizione alle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera, per descrivere la situazione della compagnia. “C’è però ancora tempo per intercettare la ripresa estiva”, aggiunge Lazzerini sottolineando che “le persone aspettano ancora di prenotare, il mercato è ancora molto volatile ma bisogna partire con Ita. L’obiettivo è di farlo entro il primo luglio“. Quanto ai diktat di Bruxelles che per autorizzare il via libera al piano di rilancio chiede la cessione delle divisioni manutenzione e servizi di terra, la riduzione della flotta a 45 aerei, la cessione di metà degli slot a Linate e il divieto di usare il marchio Alitalia per due anni, i vertici della compagnia non mostrano grande disponibilità.

“Nel nostro piano continua ad esserci la parte aviation, handling e manutenzione, non cambia”, ha detto Fabio Lazzerini rimarcando che “l’azienda deve mantenere intatto il perimetro delle competenze”. “Non stiamo organizzando un’azienda mini”, rincara il presidente di Ita, Francesco Caio spiegando che “stiamo organizzando un’azienda che parte necessariamente allineata con la capacità che ha il mercato di assorbire la domanda e dall’altra con una prospettiva di competitività e di crescita”. “Abbiamo avuto un’ interazione abbastanza intensa con la Commissione, abbiamo mandato 236 risposte ad altrettante domande, e mandato 40 documenti e tra questi anche quello sulle rotte per i prossimi cinque anni, abbiamo sviluppato 14 scenari diversi e fatto 12 meeting con le varie direzioni” ha poi puntualizzato Lazzerini sottolineando che “è stato fatto tanto lavoro e ora si è in una fase di attesa per i prossimi passi“. “Abbiamo già fatto sette incontri con Lufhansa da una parte e il gruppo Delta-Klm dall’altra. E le interlocuzioni stanno andando avanti”, ha aggiunto l’a.d..

La scorsa settimana il governo ha stanziato 50 milioni di euro per procedere al pagamento degli stipendi degli 11mila dipendenti della compagnia e il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha affermato che “la Costituzione prescrive che chi lavora dev’essere pagato”. Mossa decisa in autonomia che non è piaciuta a Bruxelles. La Commissione Ue sta centellinando l’erogazione degli aiuti che, benché stanziati dal governo italiano, sono soggetti al via libera di Bruxelles. Alitalia non è più in grado di anticipare la cassa integrazione che quindi segue i tempi dell’Inps. Il mese scorso molti dipendenti hanno ricevuto buste paga di poche decine di euro. Domani i lavoratori di Alitalia saranno di nuovo in piazza a Roma. “Il nostro è un Sos per salvare la compagnia di bandiera – dichiara Antonio Amoroso, della segreteria nazionale Cub. “E’ necessario un cambiamento di rotta – prosegue – perché le alternative ci sono: prima cosa lo Stato si riprenda gli asset Az e poi si proceda ad una ristrutturazione per rilanciare la compagnia di Bandiera, garantendo occupazione e integrità aziendale. Smantellare Alitalia, significa dare un ennesimo colpo, forse definitivo al sistema economico italiano”.

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