La rabbia si confonde con la disperazione e la resa in India, nelle ultime settimane travolta dalla pandemia come non mai. I numeri parlano di una diffusione del contagio senza precedenti, ma le cifre ufficiali, spiega Bbc, non danno conto della reale gravità della situazione. In un servizio pubblicato sul sito dell’emittente britannica, parlano gli addetti alle cremazioni, che non si fermano da giorni e spiegano che le persone “muoiono come animali”, private dell’ossigeno. È questo infatti il nodo che affligge anche il Brasile e che a Delhi come in altre città del subcontinente sta uccidendo migliaia di individui ogni giorno.

Gli ospedali sono a corto di materiale sanitario, i letti sono tutti occupati e l’ultima chance per la sopravvivenza è provare a curarsi a casa. Ma l’unica via percorribile, quando si può, è quella di rivolgersi al mercato nero per rifornirsi di ossigeno e remdesivir, farmaco antivirale utilizzato per Ebola, approvato in India in chiave anti-Covid e largamente prescritto dai medici. I prezzi sono proibitivi: Bbc racconta la storia di Anshu Priya, che per mancanza di posti letto non riusciva a fare ricoverare suo suocero in un ospedale nella capitale. A quel punto non restava che cercare di rimediare una bombola d’ossigeno da 50 litri al mercato nero. “Ha pagato una cifra enorme – 50mila rupie (670 dollari)” per quello che “normalmente costa seimila rupie”, cioè 80 dollari. Anshu è stata fortunata a rimediare una bombola d’ossigeno, perché migliaia di indiani che le cercano sul mercato nero non riescono più a trovarle.

Bbc pubblica anche il listino prezzi del black market: oltre alle bombole ci sono i concentratori di ossigeno che dal normale prezzo che oscilla tra i 330 e i 930 dollari, oggi in India costano tra i 2000 e i 2660. E poi il remdesivir: 100 mg, se acquistati normalmente, costano tra i 12 e i 53 dollari, ma sul mercato nero serve sborsare dai 330 ai mille dollari. Normalmente il retrovirale Tocilizumab – di solito utilizzato contro l’artrite, ma che secondo studi scientifici riduce le possibilità di un paziente di dovere essere attaccato a un respiratore – costerebbe 540 dollari per 400 mg, ma in strada si trova tra i duemila e i quattromila dollari. Tutti costi che possono permettersi in pochi. Sulla vendita dei farmaci, aggiunge Bbc, sono tanti anche i casi di truffa. Oltre alla questione dell’ossigeno, poi, pure richiedere un esame del sangue, una lastra, un tampone e una tac nel migliore dei casi richiede giorni. Un tempo che per i malati di Covid è inaffrontabile.

Intanto il governo, fortemente criticato per l’inazione e i ritardi nella gestione della crisi sanitaria, raccomanda ai suoi cittadini di utilizzare le mascherine anche all’interno delle abitazioni private. E nel tentativo di smorzare il panico sta organizzando una massiccia produzione di ossigeno: l’ufficio del premier ha dato il via libera all’istituzione di 551 stabilimenti dedicati alla produzione di ossigeno in tutto il Paese, finanziati attraverso il fondo di emergenza creato l’anno passato dallo stesso Modi: nel frattempo, gli esponenti del governo insistono sull’uso razionale dell’ossigeno disponibile e dei medicinali come il Remdesivir e il Tocilizumab, le cui scorte sono in esaurimento. Il quotidiano Hindustan Times scrive che, secondo Randeep Guleria, direttore del prestigioso All India Institute of Medical Sciences (AIIMS) di Delhi, “l’abuso” dell’ossigeno è il fattore che più sta contribuendo al “panico ingiustificato tra la popolazione”, causa della corsa alle bombole e ai farmaci. “In troppi ricorrono all’ossigeno senza motivo. Finché la saturazione resta al 94% o superiore non è necessario preoccuparsi”, ha dichiarato oggi in un incontro con la stampa.

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