Nessun accordo tra Rousseau e il Movimento 5 stelle: l’ultimatum dell’associazione presieduta da Davide Casaleggio è scaduto senza che si sia trovata una soluzione per regolamentare il rapporto tra la piattaforma e il M5s. E, come previsto, l’annuncio della separazione è stato pubblicato sul Blog delle Stelle: “L’associazione Rousseau cambia strada. La scelta è dolorosa, ma inevitabile”, si legge. Pochi i dettagli sul futuro: si parla di “un nuovo progetto” da lanciare prossimamente, una “piattaforma laica” che dia spazio a progetti civici. Ma poco di più. Dall’inizio della fase di rifondazione, chiesta da Beppe Grillo e affidata a Giuseppe Conte, il figlio di Gianroberto Casaleggio ha posto come condizione per evitare lo strappo che siano versati gli arretrati delle restituzioni per un totale di 450mila euro. Una cifra ritenuta “inaccettabile” dal M5s. “Non sono stati saldati i debiti”, scrive oggi Rousseau, “per questo siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione” dei dipendenti.

La separazione era ormai data quasi per certa nel Movimento, soprattutto dopo che Vito Crimi ha illustrato ai parlamentari M5s il nuovo sistema di restituzioni che prevede il versamento di 1000 euro per i 5 stelle e 1500 da destinare da altri progetti. E, naturalmente, l’interruzione (attiva già da inizio aprile) della tassa di 300 euro mensili per Rousseau. Oggi i vertici del Movimento si sono limitati a rispondere con un post su Facebook nel quale assicurano che si lavora per trovare una nuova piattaforma. “La democrazia diretta, la partecipazione, il coinvolgimento degli iscritti nelle decisioni non dipendono dal singolo strumento utilizzato”, si legge, “ma dalla volontà del Movimento 5 stelle di affidarsi alla democrazia diretta avvalendosi prioritariamente di strumenti digitali. Questa volontà rimane invariata, il nostro cuore pulsante è la democrazia diretta, qualunque sia lo strumento utilizzato”. Quindi il M5s accusa direttamente l’associazione Rousseau di scarsa imparzialità: “Le scelte dell’associazione Rousseau dell’ultimo anno evidenziano la volontà di quest’ultima di svolgere una parte attiva e diretta nell’attività politica. Questa volontà è incompatibile con una gestione ‘neutrale’ degli strumenti che devono servire ad attuare la democrazia diretta nel Movimento. Il Movimento 5 stelle, nell’ambito del nuovo progetto politico in corso di definizione, ha pertanto avviato tutte le procedure necessarie per dotarsi degli strumenti digitali necessari ad assicurare la partecipazione degli iscritti al Movimento 5 Stelle ai processi decisionali”. Serve una nuova piattaforma per riuscire a completare l’investitura di Giuseppe Conte come nuovo leader del Movimento. Ma non solo. Come anticipato dal Fatto quotidiano, ora Conte e i vertici M5s chiedono che Casaleggio consegni la lista degli iscritti al Movimento e se dovesse ritardare, l’ex presidente del Consiglio è pronto ad andare di fronte a un giudice.

La democrazia diretta, la partecipazione, il coinvolgimento degli iscritti nelle decisioni non dipendono dal singolo…

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Venerdì 23 aprile 2021

E’ questa l’ennesima tappa nella rifondazione del Movimento che arriva in una fase già molto delicata. Oltre allo scontro con Davide Casaleggio, ormai aperto e senza possibilità di mediazione, i parlamentari sono molto insofferenti dopo il video di Beppe Grillo nel quale ha difeso il figlio accusato di stupro di gruppo. Anche per questo le pressioni su Conte perché completi il prima possibile l’operazione sono sempre più insistenti e non vengono solo dal M5s. Oggi i vertici hanno evitato di commentare direttamente l’addio di Casaleggio e a commentare sono stati alcuni parlamentari. “‘Rousseau è nato molto prima del Movimento 5 Stelle’. Vero. Rousseau è nato il 28 giugno 1712. Il M5S il 4 ottobre 2009. Fine”, ha scritto su Twitter il presidente della commissione Politiche Ue Sergio Battelli. Mentre il membro del comitato di garanzia e viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri ha dichiarato: “Faccio a Rousseau ogni migliore augurio di riuscita nei progetti che stanno portando avanti, ma credo sia meglio così, non c’era più una visione comune degli obiettivi”. Ha cercato di sminuire le polemiche anche il deputato M5s Stefano Buffagni: “Il Movimento è in una fase di rilancio, Conte a breve presenterà il suo progetto e io sono molto ottimista”, ha detto a margine di una visita al centro vaccinale del Policlinico di Milano. “Nel frattempo c’è un Paese da far ripartire”. In tanti, nelle ore successive, hanno però espresso forte preoccupazione per la decisione di arrivare a una separazione: “Il divorzio da Rousseau? Mi dispiace, è una cosa che mi riempie di dispiacere”, ha detto all’Adnkronos il deputato Davide Zanichelli. “Il M5s ha dimostrato, come tutti, di fare enormi cose quando si sta uniti. Si riescono a ottenere conquiste se si va avanti insieme. Se vai avanti da solo magari sei più contento, ma poi è difficile raggiungere i traguardi. E’ un peccato”.

Il post della separazione – “Oggi siamo a terra, ma ci rialzeremo”, è il titolo del post con cui Davide Casaleggio e i suoi hanno ufficializzato una separazione che era ormai annunciata da settimane. “Abbiamo pensato fino all’ultimo che si sarebbe usciti dall’ambiguità e dal cerchiobottismo per risolvere i problemi in modo concreto, ma non è successo”, si legge. “In questi 15 mesi abbiamo sollecitato costantemente la risoluzione delle criticità”, scrive oggi l’associazione Rousseau. “Per otto lunghi mesi abbiamo richiesto più volte di condividere un progetto comune con responsabilità e perimetri ben definiti dei ruoli reciproci e abbiamo proposto concretamente un accordo di partnership per rafforzare e chiarire il legame tra Rousseau e il Movimento“. Ma “stare insieme deve essere una scelta reciproca” e “questo, purtroppo, non si è verificato”, è l’accusa. Il problema, come viene ribadito nel post, sono i debiti e la decisione dei 5 stelle di non versare più i 300 euro mensili alla piattaforma. “A fronte dell’enorme mole di debiti cumulati dal Movimento 5 stelle nei confronti dell’associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del Movimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo statuto stesso del Movimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati, questa mattina abbiamo dovuto comunicare a tutto il personale di Rousseau che siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione“.

Rousseau inoltre, rivendica di essere “nato molto prima del Movimento stesso”: “Non aveva ancora il nome di Rousseau, ma era ed è stato, negli anni il metodo che ha guidato tutto il percorso di nascita, crescita ed evoluzione del Movimento 5 stelle. Oltre 15 anni di vita insieme attraverso i quali le competenze, l’innovazione e la professionalità sono state messe a disposizione, molto spesso in modo totalmente gratuito, per costruire un’organizzazione innovativa, orizzontale, efficiente, centrata sui cittadini e soprattutto unica nel panorama politico italiano e non solo. La visione di Gianroberto è chiara e noi la porteremo avanti”.

Resta ancora da capire cosa cosa Davide Casaleggio e l’associazione Rousseau intendono fare adesso. “Ci impegneremo, infatti, ancora di più e in tutte le forme che saranno necessarie, affinché le sue idee continuino a camminare sulle gambe di coloro che vorranno esserci”, si legge nel post. “Partiremo con un nuovo progetto e con nuovi attori protagonisti, ma non sarà facile. Dovremo risolvere tutti i pesanti problemi economico-finanziari che ci sono stati addossati e trovare strategie di sostenibilità per il futuro”. L’obiettivo, scrive l’associazione Rousseau è “rispettare le promesse fatte a tutti coloro che, in questi anni, hanno creduto nell’idea di movimento come possibilità di coinvolgimento attivo”. Quindi “nelle prossime settimane incontreremo tutti coloro che vorranno costruire il futuro insieme a noi e con loro progetteremo i passi successivi”. E, “nei prossimi giorni comunicheremo con trasparenza – sia agli attivisti che ai portavoce che sono tenuti ancora oggi a contribuire al sostentamento di questi stessi servizi – le modalità attraverso cui svolgeremo queste attività”. Rousseau “diventerà uno spazio aperto, laico e trasversale. Uno spazio per dare voce a tutti coloro che vorranno aggregare persone attorno a battaglie, temi o proposte. Uno spazio che ha l’ambizione di realizzare la più grande “lobby” dei cittadini attivi”. E “lavoreremo per costruire un potente media civico che sia in grado di attivare, da una parte, concrete azioni di partecipazione attiva e di cittadinanza digitale e dall’altra, di incubare quelle nascenti composizioni civiche che diventeranno protagoniste dello scenario politico del futuro”.

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