Il Partito Democratico di Enrico Letta ha come “obiettivo finale” sulle alleanze quello di arrivare alle Politiche “con un nuovo centrosinistra guidato noi, attorno a noi che dialoga con M5S”. Di fronte all’assemblea nazionale, il segretario dem traccia la rotta che si inserisce nel solco di quella del suo predecessore Nicola Zingaretti. “Devo dire – ha sottolineato – che sono contento del lavoro di questo mese in cui ho incontrato soggetti politici e sociali interessati a lavorare con noi”. E sulla strategia per raggiungere una vittoria alle elezioni Letta si dice certo che “si convince il Paese non se si candidano 600 persone per il proprio seggio e nemmeno con una ottima squadra per la comunicazione, magari americana, o con dei messaggi ben articolati nell’ultimo mese”, ma “solo se scenderanno in campo 100mila persone, 100mila militanti e testimoni delle nostre idee impegnati come se fossero tutti candidati al seggio in Parlamento”.

“Recovery, donne, giovani e Sud” – Sul Recovery Plan il segretario ha spiegato le priorità sulle quali punterà il Pd: “Giovani, donne, Mezzogiorno”. Durante l’incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha spiegato, “abbiamo insistito su un paio di punti particolari: il ruolo dei Comuni, e lo dico ringraziando tutti i sindaci per il lavoro con loro. Abbiamo fortemente chiesto al governo di dare più protagonismo ai Comuni”. Non solo: “Abbiamo anche parlato della questione della non autosufficienza. Serve un welfare che sia in grado di aiutare le famiglie che si trovano ad affrontare questa situazione. Questo aiuta le famiglie e le donne perché la lotta alla diseguaglianza comincia da qui, dalle diseguaglianze sui territori e le diseguaglianze di genere”. Mentre sull’assegno unico ha preso l’impegno a “vigilare” perché “sia operativo nella seconda metà dell’anno”.

“Governo si attivi per cittadinanza a Zaky” – In apertura del suo intervento Letta si era subito soffermato sulla questione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki: “Il Parlamento ha dato un gesto importante con l’unanimità, chiediamo al governo di dare seguito a quella decisione”, ha detto all’indomani di una frase di Draghi che aveva provocato l’irritazione di Amnesty International e di diversi parlamentari dem. Altro tema caldo dell’assemblea le candidature in vista delle elezioni per il sindaco di Roma: sulle amministrative, ha spiegato Letta, “non siamo un partito che decide i candidati da Roma, perché credo nella forza dei territori, il rispetto delle scelte e l’aiuto ai territori, con la possibilità di usare uno strumento che mi piace, quello delle primarie, per rendere più forte la scelta, con la duttilità necessaria, quando è ritenuto necessario dai territori”. Il segretario ha aggiunto che “le amministrative saranno un primo test di avvicinamento alle alleanze che poi costruiremo”, quindi la ‘manifestazione d’interesse’ a stringere un’alleanza con il M5s.

La difesa di Speranza – Arriva poi la presa di posizione a difesa del ministro della Salute Roberto Speranza in questi giorni oggetti di attacchi, in particolare da parte di Lega e Forza Italia. “Forte sostegno a Speranza a cui va qualcosa di più del sostegno. Sta facendo un grande lavoro, che è quello di tutti noi” ha detto il segretario del Pd. “Il decreto imprese lavoro e professioni è fondamentale oggi. La scelta di dire sì alle riaperture ma in sicurezza ha fatto sì che” possano respirare “molte attività economiche e commerciali che hanno vissuto una fase di difficoltà. Aiutare questi soggetti vuol dire intervenire con le perdite e aiutarli sul tema dei costi fissi, aiutando soprattutto le pmi”, ha continuato. Sulla proposta di estendere il diritto di voto ai sedicenni Letta ha affermato: “Uno dei temi su cui avevo puntato, quello del voto ai sedicenni, è molto divisivo. Lo so, io sono convinto della sua importanza, ma è importante sapere che sui temi, quando sono divisivi, va fatto un grosso lavoro per capire come venire incontro alle criticità che vengono segnalate”.

La patrimoniale sulle eredità miliardarie – Durante l’assemblea è intervenuto pure Brando Benifei. capodelegazione dei dem al Parlamento Europeo.“Il Pd – ha detto – deve essere il partito italiano del lavoro e dei lavoratori, di chi ha bisogno di lavorare per vivere, orientando perciò le nostre proposte sociali, fiscali e di bilancio al miglioramento del reddito, dei salari, sostenendo chi investe e indebolendo la convenienza della rendita”. Secondo l’europarlamentare, “serve essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicali nei comportamenti: l’aumento delle disuguaglianze esplose con la pandemia ci pone delle necessità urgenti. Lo sfruttamento dei giovani, la generazione under 40, quella nata fra gli 80 e i 2000, i cosiddetti millennials, è intollerabile. Generazione che già prima della pandemia negli ultimi anni ha avuto il peggioramento più significativo di reddito e risparmi per via del susseguirsi delle crisi fin dall’inizio degli anni ’10 del duemila”. Per questo motivo Benifei ha rilanciato la proposta di una “dote” per 18enni, formulata già da Letta, da finanziaria con una sorta di patrimoniale sulle successioni miliardarie: “Penso si debba seriamente lavorare per un lascito universale per i giovani neomaggiorenni, aumentando l’imposizione fiscale sulle eredità miliardarie. Perche i giovani non possono vivere in ogni fase della vita in mezzo a crisi che ne devastano le possibilità di costruirsi un futuro: il tema della autonomia giovanile dai contesti familiari, territoriali, sociali di provenienza è ancora un tema enorme. E su questo l’Europa può dare risposte: come detto dal segretario Enrico Letta, noi dobbiamo essere il partito del Next Generation EU, occasione unica per far ripartire nel nostro Paese una crescita sostenibile socialmente e ambientalmente, questione fondamentale dato che l’Italia già prima della pandemia cresceva troppo e senza sviluppo non può esserci redistribuzione efficace”.

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