Una maratona online per presentare il manifesto delle Agorà, il laboratorio politico lanciato da Goffredo Bettini. L’obiettivo del nuovo spazio è contribuire alla costruzione e al rilancio politico e ideale del campo democratico e della sinistra. Nell’introdurre il meeting, Enrico Rossi ha sottolineato la necessità che il Pd sia il “partito del lavoro. Serve un messaggio più forte sul fronte del lavoro della povertà – ha detto – Alla sinistra occorre una visione critica del progresso”. Tra le altre proposte citate da Rossi quelle di “alleanze per uno schieramento che possa battere le destre”. Tra i vari ospiti che hanno preso la parola il sottosegretario Roberto Morassut, la politologa Nadia Urbinati, gli ex parlamentari “storici” del centrosinistra come Patrizia Toia, Ileana Argentin, Massimo Brutti, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio, amministratori attuali ed ex come Esterino Montino e Marco Filippeschi, ma anche giovanissimi come Federico Lobuono, candidato sindaco di Roma con la lista “La Giovane Roma”.

Fuori dalla cornice del Pd è intervenuto Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: “Non sono parte del Pd né credo di entrarvi, ma sono molto interessato al confronto. Trovo molto interessante il vostro manifesto”, ha esordito. Fratoianni ha parlato dell’impegno “nella direzione della ricostruzione di una rete plurale” e infine anche di un’alleanza e di una coalizione, necessariamente plurale. “La destra si batte con una proposta radicalmente differente”, ha aggiunto. Il dem Enrico Gasbarra ha parlato dell’alleanza con i 5 Stelle e del “grande laboratorio” da creare.

Il laboratorio politico ha avuto una notorietà inaspettata alla vigilia della sua presentazione perché il Foglio ha pubblicato stralci del manifesto programmatico, nel quale tra le altre cose si legge che “Conte non è caduto per i suoi errori o ritardi (che in parte ci sono stati) ma per una convergenza di interessi nazionali e internazionali che non lo ritenevano sufficientemente disponibile ad assecondarli e dunque, per loro, inaffidabile“. Matteo Renzi ha replicato parlando di “complottismo”. A queste accuse ha risposto lo stesso Smeriglio, storico braccio destro di Zingaretti: “Tra noi non ci sono terrapiattisti e complottisti ma solo persone che provano a ragionare anche della caduta del Governo Conte avvenuta per una convergenza di interessi nazionali e internazionali. Sono gli interessi a muovere le cose, non le congiure dei singoli. Non mi pare che questa volta la riflessione di Bettini sia stata particolarmente brillante. Ha sottolineato una ovvietà. La reazione violenta di taluni ambienti invece conferma la coda di paglia dei medesimi”.

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