L’Italia è presa a modello in Europa per le sue scelte coraggiose sulla filiera del libro durante la pandemia. Scelte che hanno dato buoni frutti, come è emerso dai dati che ho pubblicato nei miei precedenti post, ma che devono continuare per garantire una ripartenza anche nel 2021.

Tutto questo viene evidenziato nel Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia realizzato da Cepell – Centro per il libro e da Aie-Associazione Italiana Editori. La pubblicazione fotografa la situazione del settore editoria e fornisce gli elementi per l’avvio della ripartenza che sarà sostenuta da Cepell con interventi per oltre 35 milioni di euro, di cui 8,7 milioni attraverso bandi pubblici e convenzioni e gli altri distribuiti nel rifinanziamento della Carta Cultura e nell’aiuto a piccoli editori, traduttori e traduzioni italiane all’estero.

Avviata a maggio del 2020 e conclusasi a gennaio del 2021, la ricerca del Libro bianco ha preso in esame il settore editoriale e del libro in Italia, analizzando i consumi dei lettori durante le diverse fasi della pandemia, le misure di sostegno adottate dal governo e dal Parlamento, il modo in cui gli editori hanno reagito di fronte all’emergenza e fornendo così una serie di elementi utili allo sviluppo di nuove strategie per la promozione della lettura.

Il primo dato importante che emerge dallo studio è la capacità di resistenza del settore: sia dal punto di vista dei dati di mercato che da quello del valore che viene attribuito al libro e alla lettura dai cittadini. Gli indicatori rivelano che, dopo una contrazione della lettura durante i mesi del primo lockdown, gli italiani sono tornati a leggere con un’intensità ancora maggiore rispetto al periodo precedente alla pandemia. In valori assoluti e considerando la lettura nel suo complesso – libri, e-book, audiolibri –, la popolazione dei lettori in Italia è cresciuta dai 26,3 milioni di individui dell’ottobre 2019 ai 27,6 milioni dell’ottobre 2020. Anche il fatturato complessivo del settore ha fatto registrare un dato positivo: +2,3 a fine 2020, con una tendenza in crescita anche nelle prime otto settimane del 2021 (+25% nei libri a stampa).

Complice l’emergenza sanitaria, il 2020 è stato l’anno in cui la transizione digitale ha accelerato con forza anche nel settore editoriale: spiccano il notevole aumento della platea di lettori di e-book che sono passati dal 20% al 32% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, contando sia chi legge solo e-book, sia chi li alterna ai libri di carta; il decollo del comparto degli audiolibri, l’incredibile sviluppo del prestito bibliotecario digitale (+250% durante il primo lockdown, +103% a dicembre 2020), oltre a tutta una serie di innovazioni tecnologiche che si sono innestate a vari livelli della filiera editoriale, ad esempio lo sviluppo di piattaforme di scambio di diritti che hanno sopperito alla chiusura delle principali fiere professionali internazionali e quello di piattaforme didattiche scolastiche e universitarie per la didattica a distanza.

Un cambiamento che deve essere sostenuto con azioni specifiche. A questo proposito è bene ricordare le proposte presentate da Aie alle istituzioni per la Legge di sistema sull’industria libraria e il Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza (Pnrr). Sul versante dell’innovazione le proposte riguardano, tra l’altro, incentivi alla digitalizzazione dei cataloghi editoriali; alla produzione di contenuti, strumenti e piattaforme per la didattica digitale di scuole e università; alla gestione dei diritti d’autore, anche per affrontare le sfide poste dall’attuazione della Direttiva sul Diritto d’autore e il mercato unico digitale; e, infine, alle tecnologie di contrasto alla crescente pirateria digitale. Insomma, tante iniziative per evitare che questa rinascita dell’amore per la lettura si dissolva con la fine dell’emergenza.

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