“Il più grande hub vaccinale della Liguria è quasi pronto!”. Esulta in maiuscolo Giovanni Toti, annunciando su Facebook l’apertura del nuovo maxi-centro di somministrazione alla Fiera di Genova, il primo in Italia a gestione mista pubblico-privata. Oltre all’Azienda sanitaria locale 3 “Genovese”, infatti, a iniettare le dosi saranno medici reclutati dai dipartimenti sanitari di Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Legacoop: “Un accordo di cui sono particolarmente orgoglioso”, ha fatto sapere Toti. Che d’altra parte non aveva nascosto di volersi rivolgere ai privati per scalare la classifica, aggiornata quotidianamente dal ministero della Salute, in cui la Liguria è al terzultimo posto per rapporto tra dosi ricevute e somministrate (peggio fanno solo Calabria e Sardegna). Nei piani regionali, a partire da oggi, lunedì 29 marzo – giorno del taglio del nastro alla presenza del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e del commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo – l’hub della Fiera dovrà fornire fino a 2mila dosi al giorno, decisive per raggiungere quota 11mila chiesta dal governo (al momento la media ligure è inferiore a 3mila, anche se negli ultimi giorni della scorsa settimana sono arrivati anche a 9.200 in un giorno).

L’andamento delle vaccinazioni in Liguria

La Regione ai medici: “Cancellate gli appuntamenti” – I medici Asl vaccineranno la fascia 70-79 anni con AstraZeneca, i privati gli “ultra-vulnerabili” con Pfizer. Non solo, ma la Regione sta per aprire un altro canale di iniezioni extra-pubbliche: quelle affidate alle farmacie, con 52 esercizi che inizieranno a immunizzare i 70-79enni da martedì 30 marzo. Anche qui, da “primi in Italia”, ricorda entusiasta Toti. Non tutti, però, esultano allo stesso modo. Perché complice il taglio nella fornitura di AstraZeneca – in Liguria ad aprile arriveranno 24mila dosi invece delle 80mila previste – a vedersi scippare i vaccini sotto il naso sono i medici di famiglia, a cui è stato impedito di calendarizzare nuove prenotazioni per tutto il prossimo mese. Addirittura, giovedì sera, una mail inviata a tutti i dottori di Asl 3 (che copre gran parte della provincia di Genova) ordinava di cancellare due terzi degli appuntamenti già fissati dal 29 marzo al 30 aprile: da 240 vaccinazioni al giorno per distretto sanitario a un massimo di 80, per un totale di oltre 4mila forfait nell’intero periodo. “Senza mezzo criterio per capire quali prenotazioni mantenere e quali no. Se ne lavano le mani, prima o poi ci daranno fuoco agli studi. Tutto per avere le dosi e fare bella figura alla Fiera lunedì mattina”, si sfogava in chat un giovane medico.

I rimborsi: 17 euro al privato, 12 al pubblico – Dopo ore di polemiche feroci, Asl 3 ha fatto marcia indietro, garantendo che gli appuntamenti già fissati saranno coperti con dosi di vaccino Pfizer. Ma per tutti i medici di base liguri è diventato impossibile bloccare nuovi slot fino al 30 aprile. Chi ci prova, a Genova, vede apparire questo messaggio: “Non è più possibile prenotare dal 05/04/2021 all’11/04/2021 (o per qualsiasi altra settimana, ndr) perché raggiunto il massimale di 2000 prenotazioni ammesso in tale periodo”. Non è un errore: 2mila somministrazioni alla settimana, meno di 300 al giorno, per un territorio (quello di Asl 3) che conta 739.219 abitanti, a fronte delle 2mila al giorno che invece dovrebbe garantire il mega-hub della Fiera. Con una differenza: mentre il rimborso ai medici di famiglia è di 6,16 euro a dose iniettata (12,32 per un ciclo vaccinale completo), quello, forfettario, garantito a privati e farmacisti per la doppia dose raggiunge i 17,50 euro. Così una farmacia può permettersi di offrire ai medici 4mila euro al mese (o 250 al giorno) per vaccinare i suoi clienti (è richiesto un minimo di 96 vaccini a giornata). Mentre il contratto – attraverso agenzia interinale – dei professionisti che lavoreranno in Fiera per conto delle aziende private prevede un totale mensile di 4.249 euro, al netto di indennità e straordinari.

Fimmg: “Filosofia dannosa” – C’è di più: i medici di base a cui è stato assegnato Pfizer potranno somministrare, nei prossimi giorni, soltanto la prima dose. La seconda infatti andrebbe iniettata tre settimane dopo, e non tre mesi come per AstraZeneca: ma fino al 30 aprile – abbiamo detto – le nuove prenotazioni sono bloccate. Risultato: per ottenerla i pazienti dovranno andare in pellegrinaggio proprio alla cattedrale della Fiera, unica dotata di frigoriferi per stoccare il prodotto americano. E non è ancora chiaro se a far loro la puntura saranno i medici della Asl o quelli di Confindustria, Confcommercio e così via. “La Regione ha scelto di affidare a soggetti terzi una grossa struttura in cui concentrare la campagna vaccinale. Noi avevamo chiesto di adottare un’altra filosofia, potenziando gli ambulatori territoriali e le dotazioni dei medici di base. In questo modo anziani da tutta la provincia dovranno fare viaggi anche piuttosto lunghi per andarsi a vaccinare in un ambiente anonimo, con medici che non sconoscono”, dice al fattoquotidiano.it il segretario ligure della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Andrea Stimamiglio. “I 500 colleghi genovesi finora hanno vaccinato in media 35 pazienti a testa, con un turno ogni mese, perché mancano gli ambulatori. Toglierci le dosi e bloccare le prenotazioni a 2mila alla settimana significa ridurre la nostra attività al minimo”.

Le opposizioni: “Operazione di propaganda” – Coro di indignazione anche dalla politica, con il consigliere regionale Gianni Pastorino (capogruppo della lista progressista Linea Condivisa) che annuncia un’interrogazione alla giunta sulla differenza nel rimborso delle iniezioni tra privati e medici di famiglia. “La scelta di investire tutto sull’hub gestito dai privati è scellerata e indica una strada deleteria anche sul piano nazionale”, dice al fattoquotidiano.it. E, alla vigilia dell’inaugurazione, i quattro capigruppo di minoranza in assemblea (Pastorino, l’ex candidato governatore Ferruccio Sansa, il dem Luca Garibaldi e il 5 Stelle Fabio Tosi) hanno diffuso un duro comunicato: “È un’operazione che smantella ancor di più la sanità territoriale pubblica, lasciando posto a quella privata che da sempre sostiene le campagne elettorali del centrodestra”, scrivono. “Tutta la giunta regionale, Giovanni Toti in testa, sarà in prima fila a farsi inquadrare dalle televisioni, nella speranza di crescere nei sondaggi. Non importa che decine di migliaia di dosi siano state tolte ai medici di base, mentre riempivano i frigo della Fiera del Mare dove a somministrarli saranno i privati davanti alle telecamere. Ma noi dobbiamo – è nostro dovere di cittadini e di consiglieri – denunciare gli errori, le storture, le furberie perché non si ripetano. Soprattutto, dobbiamo dire che la sanità non può essere trasformata in arma di propaganda”.

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