A due ore dell’annuncio del premier Mario Draghi sulla decisione di riaprire le scuole fino alla prima media, arriva la notizia che il Tar Lazio ha sospeso l’efficacia del Dpcm del 2 marzo scorso che aveva disposto la didattica a distanza in tutte le scuole delle Regioni in “zona rossa”. I giudici, presidente Antonino Savo Amodio ed estensore Lucia Maria Brancatelli, hanno così accolto la domanda cautelare presentata da un gruppo di studenti e genitori di alunni minorenni di tutta Italia, rappresentati dagli avvocati Valerio Onida e Barbara Randazzo, rinviando la discussione di merito all’udienza del 14 luglio.

Con la decisione di oggi, il Tar del Lazio ha stabilito che la Presidenza del Consiglio entro il 2 aprile riesamini le misure che, sulla base del Dpcm del 2 marzo, comportano l’automatica chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle ‘zone rosse’ prevedendo il ricorso alla Didattica a Distanza nelle zone gialle e nelle arancioni. La decisione è stata adottata, con due ordinanze, dopo i ricorsi proposti da genitori di studenti delle scuole superiori. I giudici hanno accolto le richieste “ai soli fini del riesame da parte della presidenza del consiglio dei ministri delle impugnate previsioni contenute nel Dpcm”.

Decisione opposta del Tar della Calabria che ha rigettato l’istanza di misure cautelari monocratiche provvisorie, fissando l’udienza al 5 maggio, presentata dall’avvocato Gaetano Liparoti per conto di un gruppo di genitori contro l’ordinanza del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo che ha disposto la sospensione dell’attività didattica e l’attivazione della Dad dal 25 al 31 marzo. Nel suo provvedimento, il presidente del Tar Giuseppe Pennetti, “tenuto conto del numero ridotto di giorni di lezioni in presenza concretamente fruibili fino al 31 marzo”, ritiene “in via eccezionale prevalente quello, riconducibile al diritto alla salute, volto a limitare, mantenendo la chiusura delle scuole, il potenziale incremento delle richieste di attività di contact tracing rivolte al dipartimento di Prevenzione, che peraltro se ne sta avvantaggiando già dal giorno 22 marzo essendo da quella data disposta la chiusura delle scuole, al fine del superamento delle gravi criticità di natura organizzativa palesate dall’Asp, d risolvere necessariamente in tempi brevi stante l’onere di ‘diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati”.

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