Sono oltre un milione le famiglie che hanno percepito il reddito di cittadinanza a febbraio per 2,3 milioni di persone coinvolte e 564 euro medi a nucleo. I dati arrivano dall’Osservatorio dell’Inps su reddito e pensione di cittadinanza che sottolinea come la diminuzione del numero dei nuclei rispetto al mese precedente (quando erano 1,2 milioni) risenta dell’aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio, che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio. Le famiglie che hanno preso la pensione di cittadinanza sono state 85.537 per 98.229 persone coinvolte e un importo medio di 274 euro.

La provincia che in assoluto nel mese di febbraio 2021 ha avuto più nuclei beneficiari è stata Napoli (143mila, pari al 14% del totale, con un importo medio a nucleo di 655 euro), seguita a distanza da Roma (68mila, pari al 7% del totale e un importo medio di 538 euro) e Palermo (63mila, pari al 6% del totale e un importo medio di 656 euro). Su un milione di famiglie che hanno percepito il reddito o la pensione di cittadinanza a febbraio 673.343 – per effetto delle regole di accesso al beneficio che non tengono conto del costo della vita – sono residenti al Sud, oltre i due terzi del totale. Al Nord percepiscono il sussidio 192.880 famiglie, al Centro 143,735. La sola Campania con 229.024 famiglie con il reddito supera largamente i nuclei percettori dell’intero Nord del Paese con quasi un quarto dei sussidi totali e un importo medio di 628,89 euro.

Tra gennaio e febbraio 2021, è stato revocato il beneficio a 36mila nuclei, con conseguente sospensione e azione di recupero del pregresso: la causa prevalente di revoca (33%) è stata la titolarità di autoveicoli o motoveicoli da parte di qualche componente del nucleo, chiaro effetto dei controlli generati grazie alla convenzione attivata da Inps con Aci. Altre cause di revoca sono state le dichiarazioni non conformi rispetto al patrimonio mobiliare (20%) e ai redditi da attività lavorativa (18%).

Per quanto riguarda il reddito di emergenza, i dati perfezionano il quadro già definito lo scorso mese: i nuclei percettori di almeno una mensilità della prestazione ai sensi del decreto Rilancio, che ha previsto erogazioni per due mesi, risultano pari a 292mila, con 703mila persone coinvolte e un importo medio mensile di 559 euro; sono invece 255mila i nuclei beneficiari del reddito di emergenza disciplinato dal decreto Agosto, con 584mila persone coinvolte e un importo medio pari a 550 euro. Il decreto Rilancio prevedeva una sola mensilità a cui poi ne sono state aggiunte altre due mensilità, quella di novembre e quella di dicembre.

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