L’Agenzia italiana del farmaco ha sospeso un lotto del vaccino Astrazeneca, finito nel mirino anche dell’ente regolatorio della Danimarca e delle agenzie di altri paesi europei. La decisione è stata presa dopo la segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856. Si tratta di una sospensione in via precauzionale. C’è quindi il divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale. L’agenzia si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’Ema, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi. L’Aifa “sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i Nas e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità“. L’agenzia governativa informa che comunicherà tempestivamente “qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile”.

Il lotto sospeso dall’Aifa è quello relativo ai due casi di decessi avvenuti in Sicilia dopo la somministrazione del composto raccontati dal quotidiano livesicilia.it. In entrambi i casi è stata disposta l’autopsia. Il primo caso risale al 9 marzo. Stefano Paternò, 43 anni, residente a Misterbianco (Catania), sottoufficiale della Marina militare ad Augusta, è morto nella sua abitazione, dodici ore dopo essersi sottoposto alla prima dose di vaccino per arresto cardiaco. Gli avvocati Dario Seminara, Lisa Gagliano e Attilio Indelicato, hanno presentato un esposto per conto della moglie Caterina Arena e dei figli di 12 e 14 anni, per capire le cause della morte.

La Procura di Siracusa, che indaga sull’episodio, sta verificando la posizione dei medici e degli infermieri che si sono occupati della somministrazione. Lunedì mattina Stefano Paternò si è presentato all’ospedale militare di Augusta per sottoporsi alla somministrazione del vaccino Astrazeneca. Tornato nella sua abitazione a Misterbianco, secondo quanto riferito dai familiari, ha “accusato uno stato di malessere generale caratterizzato da rialzo febbrile” ed ha preso della Tachipirina. Nella notte la moglie ha trovato Paternò in stato di incoscienza ed ha allertato i sanitari del 118 che nonostante i tentativi di soccorrere l’uomo hanno successivamente constatato il decesso. “È necessario che l’autorità indaghi su quanto è accaduto – ha detto l’avvocato Dario Seminara -. Non si può negare il rapporto con la somministrazione del vaccino ma naturalmente bisogna capire se ci siano delle malattie pregresse, se ci siano state delle reazioni allergiche, così come va controllato lo stock di fiale all’ospedale militare”.

Intanto come atto dovuto sono i pm di Siracusa hanno iscritto nel registro degli indagati una decina di persone. La procuratrice capo, Sabrina Gambino, ha iscritto tutta la catena di distribuzione del vaccino dalla società Astrazeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell’ospedale militare che si è occupato dell’inoculazione. L’accusa per tutti è di omicidio colposo. I pm hanno disposto anche il sequestro del lotto in questione, già “sospeso” per la somministrazione dall’Aifa. “Si tratta di un lotto che è stato commercializzato sia in Italia che in Europa. Stiamo indagando e purtroppo non è facile visti i numerosi soggetti coinvolti. Non dobbiamo creare allarmismo ma le nostre scelte sono dettate dalla tutela della salute pubblica” ha detto all’Ansa la procuratrice Gambino. L’autopsia verrà eseguita venerdì.

Il secondo caso riguarda la morte di Davide Villa, poliziotto dell’Anticrimine di Catania. L’agente è invece deceduto il 7 marzo, 12 giorni dopo l’inoculazione del vaccino, anche se aveva cominciato ad accusare malori già dal giorno successivo alla somministrazione. In ospedale i medici hanno diagnosticato una trombosi venosa profonda, poi sfociata in emorragia celebrale. Anche la procura di Catania ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati e ipotizzando l’omicidio colposo. L’inchiesta è stata aperta su notizie di stampa. Le indagini sono state delegate dal procuratore Carmelo Zuccaro ai carabinieri del Nas di Catania.

Un terzo caso sospetto sarebbe avvenuto a Trapani e riguarda un carabiniere. In questo caso l’autopsia ha escluso qualsiasi nesso perché il militare dell’Arma, Giuseppe Maniscalco, di 54 anni è morto di infarto. La Procura aveva aperto nei giorni scorsi un’inchiesta sulla morte del militare dopo la denuncia dei familiari. Il vice comandante della sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura di Trapani aveva avuto un malore dopo la somministrazione del vaccino ed era morto.

Infarto e tromboembolismo non sono tra gli effetti collaterali dei vaccini. Nel caso di AstraZeneca è quasi impossibile che il vaccino anti-Covid in sé sia stata la causa degli episodi riportati, perché se no sarebbe già emerso in Gran Bretagna, dove sono state vaccinate quasi 20 milioni di persone” dice all’Ansa Sergio Abrignani, immunologo dell’università Statale di Milano. L’ipotesi da verificare è che i casi segnalati siano “collegati ad un particolare lotto – continua – Tutto è possibile, anche se è un’ipotesi improbabile. In ogni caso, se questa è la reale causa, basteranno un paio di giorni per verificarlo. Le fiale collegate verranno sottoposte alla spettrometria di massa e si potrà accertare facilmente se c’è stata una contaminazione batterica o di qualche altro materiale“.

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