Più di 6mila positivi tra studenti, docenti e personale scolastico nel giro di 30 giorni. Un incremento dei casi del 70% rispetto al solo mese di gennaio. I dati sui contagi a scuola che arrivano dall’Emilia Romagna fotografano una situazione sempre più critica, a ulteriore conferma dell’allarme lanciato dall’Asl di Bologna e di quelle romagnole su un quadro epidemiologico in rapido peggioramento in tutta la Regione. L’assessore alla Salute, Raffaele Donini, parla di “situazione inedita” e “pesante“: “In un due settimane abbiamo avuto un picco di contagiati che non ha paragoni con i mesi precedenti. E secondo l’interpretazione unanime degli scienziati, compresi i nostri esperti, tutto questo è dovuto alla maggiore diffusività del virus a causa della predominanza della variante inglese“. Da qui anche la decisione di mettere in zona rossa Bologna e tutta la provincia. Lo ha confermato il sindaco Virginio Merola dopo un incontro con gli altri sindaci e la Regione, che a breve firmerà l’ordinanza valida da giovedì al 21 marzo.

A febbraio, riferisce Donini, sono stati accertati in totale 6.080 casi di Covid-19 tra bambini, ragazzi, insegnanti e personale emiliano-romagnolo. Solo nelle ultime due settimane, inoltre, cioè dal 15 al 21 e dal 22 al 28 febbraio, c’è stata un’incidenza superiore ai 350 casi ogni 100mila persone per tutte le fasce d’età dai 6 ai 18 anni, mentre tra i bambini fino ai 5 anni l’incidenza è vicina ai 250 casi. I focolai nati in ambito scolastico dall’inizio dell’anno a oggi, invece, sono stati in totale 408 e hanno coinvolto complessivamente 2.314 persone tra allievi, insegnanti e personale: 125 focolai nelle scuole elementari, con 763 casi direttamente legati alla catena di trasmissione, 83 nelle scuole medie, che hanno comportato 474 positivi, sempre 83 anche alle superiori, dove si sono registrati 400 casi, 76 alle materne, per un totale di 435 contagi, 31 negli asili nido, relativi a 203 casi, e 10 in altri istituti di vario genere, per 39 casi complessivi. Tutto questo, sottolinea la Regione, è successo nonostante gli sforzi per il tracciamento e il contenimento del virus siano stati massicci: solo per le indagini epidemiologiche relative ai casi in ambito scolastico, dall’inizio delle lezioni sono stati effettuati 226.978 tamponi molecolari e 65.373 tamponi antigenici, a cui si devono aggiungere le centinaia di migliaia di test rapidi messi a disposizione nelle farmacie per la campagna di screening volontaria rivolta a studenti, familiari e personale della scuola avviata a metà dicembre.

“Abbiamo agito tempestivamente, la prevenzione è stata massiccia sia con i test in farmacia che con il contact tracing – ha spiegato l’assessore Donini – ma nonostante ciò la situazione è molto pesante per questa fascia di età. Ecco perché abbiamo guardato i territori con maggiore incidenza di contagio, insieme ai parametri ospedalieri, e abbiamo condiviso con tutti gli enti locali e le aziende sanitarie delle misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per implementare ulteriori restrizioni che mettessero al riparo la fascia di età scolastica e riducessero la circolazione delle persone”. L’obiettivo, adesso, è quello di “poter sviluppare test di massa vicino agli istituti, non solo nelle farmacie, per alunni, professori e personale”.

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