Se adori Calciatori Brutti, adorerai Calciatori Brutti – Ogni maledetto lunedì.

Lunedì scorso, come ogni lunedì, è brutto per tutti. Ancor di più se sei milanista, hai preso tre scoppole nel derby e devi comunque andare a sbancalare in officina.

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Consiglio di inizio settimana. Prendete penna e foglietto. Fatto? Bene. Scrivete questo nome: Albert Braut Tjaaland. “E chi cazz è?!” direte voi. Giusto. È solo il cugino di Erling Braut Haaland che in 37 presenze l’ha pucciata 64 volte. Ma questi i figli li fanno in fabbrica con lo stampo?

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Ma la notizia della settimana, e probabilmente del mese e dell’anno, è che si sono sciolti i Daft Punk. Speriamo di non dovervi spiegare chi sono, ma in ogni caso la regia ci mandi pure una reference visuale dei due cantanti:

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Martedì sera vi è piaciuto l’episodio di Paperissima Sprint in onda in prima serata? A noi tanto, specie la scena in cui Musacchio regala il primo gol al Bayern Monaco. Anche la compilation di ogni intervento difensivo di Patric non era male.

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Mercoledì altro giro, altra corsa, altra sconfitta di un’italiana in Europa e altra decisione contro. Il Real Madrid batte l’Atalanta con un arbitro che aveva un bidone dell’immondizia al posto del cuor… ah no quella era un’altra partita. Oh però di mezzo sempre il Real.

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Giovedì gnocchi? No, Europa League. Anche qui le italiane non benissimo. Napoli fuori, Milan che passa per la legge dei gol fuori casa e Roma che porta alto il tricolore. Ma l’Europa League regala sempre emozioni e traumi cranici. A volte anche contemporaneamente, come successo in United-Real Sociedad, con Lindelof che decide di dare un bacino sulla guancia al difensore della Sociedad. Ma col ginocchio.

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Venerdì ci sono i sorteggi. Vai che le italiane pescano squadre abbordabil… ma noo, cosa fateee, ma come Milan-United e Roma-Shakhtar. Vabbè va, aggrappiamoci alle statistiche con una bella grattata.

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In un sabato in cui gioca la Juve del Maestro Pirlo, la cosa più bella non sono le punizioni del Sium sulla barriera, ma le scarpe del Sinisa nazionale. E la cosa ancor più bella è che decide di stoppare il pallone nonostante quelle scarpe valgano quanto casa mia.

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Domenica mattina. Bei tempi quando a mezzogiorno ti presentavi a tavola con i postumi del sabato sera e al primo che ti parlava reagivi come Sir Claudio Ranieri.

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Skippiamo direttamente al big match di serata, dove ci siamo accorti di essere delle bimbe di Tomori. Quanto è bello e forte Fikayo?! Prendetemi per pazzo sì, pazzo per Tomori.

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