C’è una seconda testimonianza sull’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne trovata sgozzata il 6 febbraio nella sua casa di Faenza, a Ravenna. Un’altra donna, legata in passato a Claudio Nanni, l’ex marito della vittima, riferisce agli inquirenti che nel 2019 l’uomo le avrebbe chiesto: “Conosci qualcuno che possa fare del male a mia moglie?”. Nell’ambito delle indagini della polizia coordinate dalla pm Angela Scorza, la testimone ha raccontato che Nanni si sarebbe sfogato con lei sul contenzioso civilistico con la ex moglie, la quale dopo la separazione nel 2018 aveva intentato una causa contro di lui per 500mila euro, divenuti 100mila, sia – fa sapere lo studio legale Carioli di Cesena che rappresentava la vittima – per collaborazioni non retribuite nell’officina di Nanni a Faenza, sia per la cessione di una gelateria in un centro commerciale faentino. “Mi vuole rovinare, mi chiede un sacco di soldi”, questo, da quanto riferisce la stampa locale, il senso delle parole che l’ex marito avrebbe rivolto alla testimone. E la donna, a suo dire, avrebbe risposto con una frase di questo tipo: “Ma stai scherzando? Tu sei fuori”.

Non è la sola testimonianza che emerge contro l’ex marito, indagato a piede libero per l’omicidio pluriaggravato in concorso con persona ignota. Un’altra donna, pure lei in passato legata all’indagato, ha riferito in commissariato che l’uomo un paio di volte, uscendo da incontri con l’avvocato civilista, si sarebbe lasciato andare a sfoghi contro la ex moglie: se continua così, prima o poi le mando qualcuno “a farle la festa”, avrebbe detto. Ci sono inoltre a verbale diverse altre testimonianze secondo le quali l’indagato, almeno dal 2018, direttamente o indirettamente, avrebbe minacciato la ex di morte. Sul punto, una persona di fiducia della vittima ha raccontato agli investigatori che poco prima dell’ultimo Natale, la 46enne le aveva confidato di avere paura perché si sentiva minacciata e di volere per questo fare testamento a favore della figlia Arianna. Al momento però non è stata trovata alcuna carta.

La causa civilistica tra la vittima e Nanni, la cui seconda udienza era prevista per il 26 febbraio, è stata interrotta. Un atto dovuto e richiesto in modo congiunto dagli avvocati di entrambe le parti in ragione della morte di chi l’aveva promossa. Adesso, la figlia Arianna avrà tre mesi di tempo per decidere se proseguire o meno. In precedenza i due coniugi si erano già confrontati davanti a un giudice civile in merito alla casa di via Corbara, pagata 300mila euro, dove la donna è stata uccisa e dove in precedenza abitavano insieme. Il giudice, pur rilevando che le risorse erano giunte perlopiù dall’uomo, l’aveva assegnata alla donna dato che l’immobile risultava a lei intestato e non in maniera fittizia. Una serie di dettagli, rilevanti in chiave accusatoria, nell’inchiesta sull’omicidio di Fabbri, dato che le indagini della polizia stanno esaminando un possibile movente economico. Secondo questa ipotesi, un sicario sarebbe stato ingaggiato da Nanni per uccidere la moglie e non doverle più pagare nulla. L’indagato però ha finora negato ogni suo coinvolgimento nell’omicidio.

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