“Siamo tornati quasi come a febbraio-marzo del 2020: il numero di positivi sta aumentando velocemente”. Il dottor Osvaldo Brignoli è uno dei medici di base di Capriolo, un piccolo comune tra i vigneti della Franciacorta. A un anno di distanza dall’inizio della pandemia, è questa una delle zone d’Italia che preoccupa di più. “La causa è la variante inglese che qui è arrivata anche al 70% di tutti i casi rilevati”, spiega il medico di ritorno da una sua visita domiciliare. Nell’ospedale più vicino, a Chiari, in una settimana i pazienti Covid sono raddoppiati. Ieri mattina, alle 11, erano 85 e davanti al pronto soccorso c’era un via vai di ambulanze. “Temiamo l’andamento esponenziale – avverte il medico di base Francesco Farina che ha lo studio a Chiari e il lunedì passato ha ricevuto in una sola mattina 97 telefonate – un anno fa potevamo mettere in standby le patologie croniche, anche se non era piacevole. Oggi diventa più difficile gestire un diabetico o un cardiopatico che non ha potuto fare i controlli”. Intanto all’ingresso della città, alle 18, la signora Angelica chiude il chiosco dei torroni e delle frittelle. Da ieri Chiari come tutto il Bresciano è zona arancione “rafforzata”. “C’è più consapevolezza rispetto allo scorso anno – spiega il sindaco di Chiari, Massimo Vizzardi – stamattina (ieri per chi legge, ndr) come comune eravamo pronti a intervenire con un’ordinanza qualora non fosse intervenuto qualche altro ente. Non possiamo correre il rischio di sottovalutare il pericolo”.

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