FQChart è la media aritmetica settimanale dei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani in esclusiva per Il Fatto Quotidiano. Concorrono alla media tutti i sondaggi pubblicati dai maggiori istituti demoscopici nella settimana appena conclusa.

Settimana dal 15/2 al 21/02/2021

I primi effetti della nascita del nuovo esecutivo a guida Mario Draghi sono positivi per i principali partiti di centrodestra. Fratelli d’Italia, ufficialmente all’opposizione, sale di uno 0,3% rispetto alla settimana scorsa arrivando a sfiorare il 17% (16,7 il dato medio esatto).

La Lega, primo partito italiano e forza di governo, è al 23,9% (+0,2), con punte del 24,5% sia per Tecnè che per Index Research. Infine Forza Italia guadagna più di un punto percentuale salendo all’8,3%, un trend positivo per tutti i sette sondaggi realizzati questa settimana. Va detto però che il “balzo” del partito di Silvio Berlusconi è principalmente dovuto ai sondaggi della Tecnè che gli conferiscono un ottimo 10,6%.

Come previsto i partiti dell’ex maggioranza del governo Conte II soffrono invece in questa fase di avvio del Draghi I. Il Partito Democratico perde ancora uno 0,3% e va al 19,3% avvicinandosi pericolosamente al minimo storico del 2018 (18,7%). Solo Quorum assegna ai Dem questa settimana il 20%, mentre il dato più a sfavore è il 18,8% di Swg.

Va giù di mezzo punto fino al 14% invece il M5s, il partito in questo momento maggiormente nell’occhio del ciclone a causa della scelta di entrare nell’attuale maggioranza. Il dissenso degli attivisti, le scissioni interne, le indecisioni e le ambiguità di alcuni dei personaggi più in vista del Movimento, l’addio di Di Battista e una governance carente difficilmente freneranno il calo di consenso nel breve periodo. E infatti in tre dei sette sondaggi il M5s è più vicino al 13% che al 14%.

Resiste LaSinistra/LeU al 3,2%, nonostante le divergenze di vedute sul nuovo governo tra gli esponenti del gruppo parlamentare. Torna al 3,1% ItaliaViva (+0,2), in lieve incremento grazie alla rilevazione Emg (4,2%), ma “le praterie” auspicate da Matteo Renzi sembrano ancora troppo lontane, mentre Azione, diretto concorrente ma anche potenziale alleato, mantiene saldamente il suo vantaggio (3,5%).

(Istituti considerati: Swg, Tecnè*, Index Research, Noto, Emg, Quorum/YT).
*due le rilevazioni Tecnè pubblicate questa settimana, il 15 /2 e il 20/2

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