Sono semplicemente sconvolto! E molto preoccupato per la deriva che sta prendendo il mio Trentino. Sempre più intollerante, crudele, capitanato da un presidente che per me è un vero e proprio carceriere e che calpesta il benessere animale in maniera spudorata.

Mi riferisco, ancora purtroppo, alla triste vicenda dei tre orsi del Trentino, detenuti nella prigione-lager del Casteller. In una recente puntata di Eden, il programma condotto da Licia Colò, l’assessora alle Foreste e Fauna della provincia di Trento, Giulia Zanotelli, leghista come il presidente Maurizio Fugatti, ha dichiarato che gli orsi stanno bene e sono in letargo.

Il suo predecessore nel ruolo assessorile, il medico veterinario Michele Dallapiccola, nutre seri dubbi sul fatto che siano in letargo. E dopo le dichiarazioni arriva il raid esplorativo di alcuni animalisti vicini al Centro Sociale Bruno di Trento, che testimonia le crudeli condizioni di detenzione degli orsi. Guardatelo qui e rendetevi conto di come sono tenuti questi animali!

Un altro sviluppo recente della vicenda è relativo alla proposta della fondazione di Brigitte Bardot di accogliere gli orsi in un parco zoo in Bulgaria. Subito, a tale proposta che di primo acchito appare come una soluzione favolosa, il presidente si dice più che interessato, pur di sbarazzarsi degli orsi stessi.

Ho approfondito la questione, anche assieme ad alcuni ambientalisti che conoscono bene la situazione; insieme a loro abbiamo chiesto il parere di alcuni esperti di orsi, esperti veri con oltre trent’anni di attività sulla fauna selvatica e orsi in particolare. Ebbene, tutti questi esperti manifestano grandi perplessità su un trasferimento in un parco zoo di questi orsi. Pur ritenendola una soluzione sicuramente migliorativa rispetto all’attuale devastante barbarie che Fugatti e Zanotelli, con la complicità del team di veterinari che chiudono occhi e orecchie, stanno propinando agli orsi M49, M57 e DJ3, la soluzione del parco zoo proposta dalla fondazione Brigitte Bardot non è percorribile per il benessere di questi animali: gli animalisti dicono no alla fondazione Bardot.

E sapete perché? Qui vi riassumo quanto è emerso dalle opinioni raccolte dagli esperti: gli orsi nel parco zoo gestito in Bulgaria sono ammaestrati e abituati alla presenza dell’uomo, dato che si tratta di “orsi ballerini” sequestrati da maltrattamenti. Quindi non sono orsi abituati a convivere con altri orsi di origine selvatica. Troppe le differenze caratteriali. Gli orsi del Casteller sono, invece, orsi selvatici che non sono abituati a convivere con altri orsi e sono solitari. Tanto che pure al Casteller non possono farli stare insieme e quindi li devono tenere nelle gabbie.

Altro punto: gli spazi a disposizione per gli orsi sono molto limitati; nel parco ci sono circa una trentina di orsi in circa 12 ettari; e aggiungendo i tre del Trentino, due dei quali ancora selvaggi (M49 e M57) abituati a percorrere oltre 40 chilometri al giorno, la situazione diverrebbe insostenibile e difficilmente gestibile; inoltre, pensate che i due orsi selvatici non tenterebbero di scappare?

Altro punto, per smontare un po’ i facili entusiasmi nati nei social dopo la proposta Bardot: credete che, qualora gli orsi vengano tradotti nel parco, siano immessi subito in “semi-libertà” assieme agli altri orsi? Ma non credo proprio! Prima dovrebbero subire un “condizionamento” alle regole del parco; cioè messi in gabbia nuovamente affinché imparino a vivere in spazi ristretti e non cerchino la via di fuga! Quindi, in sostanza, passerebbero da una gabbia all’altra!

Per chi volesse approfondire, qui un’interessante intervista a Franco Tassi, esperto di orsi e già direttore del parco d’Abruzzo dal 1969 al 2002.

La soluzione proposta dalla fondazione Bardot viene vista dal presidente Fugatti come una via per liberarsi della pressione sugli orsi del Casteller. Inoltre, si libera lo spazio per catturarne altri tre durante la prossima primavera/estate; sì, perché non stanno facendo nulla per creare tutte le quelle attività che lo stesso rapporto Ispra prevede e che Fugatti e Zanotelli ignorano: cassonetti anti orso nei luoghi di presenza, informazione nelle scuole e ai cittadini; incremento delle barriere (recinti anti orso) e incremento del numero dei custodi forestali (sono stati invece ridotti da circa 170 a meno di 130 unità).

In buona sostanza Fugatti non vede l’ora di sbarazzarsi degli orsi del Casteller, per togliersi di dosso la pressione che questa barbarie gli sta creando; inoltre, si prepara il posto per diminuire ulteriormente il numero di orsi in Trentino, poiché prima o poi un altro episodio che determini la cattura di un altro orso accadrà sicuramente, data l’inesistente opera di prevenzione e progettazione che questa barbara giunta provinciale trentina sta continuando a perseguire.

Tra l’altro sperperando soldi pubblici, sia per il mantenimento della struttura del Casteller, sia per il suo triste ampliamento che purtroppo sta proseguendo e qui ricordiamo i costi. Siamo al ritorno al Medioevo, altro che rispetto della biodiversità e dell’ambiente.

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